I consiglieri comunali del Gruppo Salesi, Domenico Cartolano, Antonio Santarsiere, Angela Freda e Teresa Paladino, scrivono all’assessore regionale all’Istruzione, Lucia Fortini, facendo seguito alla precedente richiesta del 21 febbraio, rimasta purtroppo priva di riscontro.

Dal 6 aprile gli alunni delle scuole elementari e della prima media di Sala Consilina sono ritornati in classe. “Ribadendo, ancora una volta, che siamo convinti sostenitori della scuola in presenza e che riteniamo sia doveroso mettere in atto tutte le iniziative atte a scongiurare la DAD/DID, pensiamo che i protocolli anti Covid al momento adottati nelle scuole possano essere intensificati, soprattutto per quel che riguarda l’uso delle mascherine chirurgiche che vengono fornite in dotazione agli alunni dalle scuole stesse – scrivono -. Tali presidi, infatti, a nostro avviso, non garantiscono adeguatamente la sicurezza dei bambini, sia per la tipologia, che non è mai la stessa, sia per le misure (a volte troppo strette e a volte troppo larghe) e, infine, anche per il modo in cui vengono indossate. Ciò determina che gli alunni, spesso, siano costretti ad indossare addirittura due mascherine per ben 4/5 ore. In alcune classi, a seguito della richiesta avanzata dai genitori, la Reggente del Plesso G. Camera ha autorizzato l’utilizzo di mascherina FFP2 al posto di quella fornita dalla scuola, purchè sterile e nuova ad ogni ingresso. Se tale soluzione rassicura i genitori, tuttavia determina un notevole carico economico sulle famiglie, se pensiamo che ciascuna mascherina FFP2 è venduta ad un prezzo minimo di 1 euro sul mercato. Oltretutto, non ci sembra corretto che la possibilità di garantire al meglio la salute dei bambini rientri in una logica di privilegio per pochi fortunati“.

Il Gruppo Salesi chiede alla Fortini di intervenire sul Governo centrale affinchè nelle scuole vengano distribuite mascherine filtranti della tipologia FFP2 al posto delle mascherine chirurgiche attualmente in dotazione:“Sarebbe questa l’occasione per rendere le nostre scuole maggiormente sicure e per garantire che eventuali contagi, anche provenienti dall’esterno degli istituti scolastici, non dilaghino all’interno delle aule“.

– Chiara Di Miele –

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