Il Generale di Corpo d’Armata dell’Arma dei Carabinieri Claudio Quarta lascia il servizio attivo. Lo scorso 22 aprile, compiuti i 65 anni e raggiunto il limite di età è stato collocato “in ausiliaria”, come si dice in gergo militare, salvo poi, dal 23 aprile, essere trattenuto in servizio, con il grado di Generale di Corpo d’Armata, per ulteriori 60 giorni fino al 21 giugno, data a partire dalla quale le Istituzioni statali, in primis la Benemerita, potrebbero ancora richiamarlo in servizio con altro prestigioso incarico. Nell’immediatonon si prevede un suo “richiamo”, ma la soluzione potrebbe non essere “definitiva”. Contestualmente, gli è stata conferita l’onorificenza di “Commendatore” dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Un vero fuoriclasse, gentleman e raffinato mediatore di lungo corso, con alle spalle un nutrito bagaglio di esperienze in campo professionale e una bacheca di successi e palmares nel settore che farebbe ingelosire chiunque. A conferma dell’alto spessore umano e delle spiccate attitudini di comando dell’alto ufficiale, si riportano “solo” alcuni dei tanti prestigiosi incarichi ricoperti: ha diretto, da Capitano, le Compagnie Carabinieri di Misilmeri e di Roma Parioli, il Comando Provinciale Carabinieri di Nuoro e successivamente quello di Salerno (2004 – 2006), poi il Comando Legione Carabinieri Abruzzo e altri importanti e prestigiosi incarichi presso lo Stato Maggiore della Difesa, ove in tempi diversi è stato vice Capo Reparto Personale e Direttore dell’Istituto Alti Studi della Difesa e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in seno al quale è stato autorevole e indimenticato comandante del Centro Nazionale Amministrativo. Al termine della sua carriera, ha diretto il Comando Scuole dell’Arma dei Carabinieri, da cui dipendono tutti gli istituti di formazione e quelli di specializzazione della Benemerita; ha retto la carica di Responsabile della Protezione dei Dati dell’Arma dei Carabinieri (RPD).

Orgogliosamente di origini salentine (è nato a Monteroni di Lecce il 22 aprile 1956), è stato adottato dalla Capitale, finendo col diventare un tassello importante nella catena di comando dell’Arma e un punto certo di riferimento per tutti i Carabinieri (uomini e donne), dagli ufficiali ai più giovani militari di tutti i ruoli che ha formato sotto il suo comando, verso i quali, nella sua quasi cinquantennale carriera, ha sempre avuto parole di conforto e elargito preziosi consigli, tanto da diventare il pater familiae di molti di loro. Lascia il servizio attivo per godersi un più che meritato riposo e la sua adorata famiglia (moglie e due figlie, la più giovane delle quali, oggi Capitano, pure veste l’uniforme dell’Arma). Il Generale Claudio Quarta, 65 anni, è il simbolo di quell’Arma che i cittadini italiani “amano” e che spesso non trovano più per le strade e negli uffici. Non è stato solo un attento garante delle regole, ma uomo delle Istituzioni sempre vicino alla gente, riuscendo a mescolare la passione per il lavoro con la devozione ad una Istituzione, che vanta oltre 200 anni di storia, per cui lascia in eredità ai suoi successori un solco di “valori autentici e genuini” che tanto breccia hanno fatto nel cuore e nel vissuto della gente comune. Nel corso di questi quasi cinquanta anni di onorato servizio (è entrato alla Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli nel 1971, ove ha completato gli studi liceali), Quarta ha dato prova non solo di essere un grande Generale, ma di avere le doti di fine comunicatore e raffinato diplomatico. Ne sono la prova le lunghe giornate di lavoro trascorse alla consolle di comando, nell’intento, perfettamente riuscito, di vigilare sulla sicurezza della gente della sua giurisdizione! All’uopo, come non ricordare che al vertice del Comando Provinciale dell’Arma di Salerno era “in servizio” anche a Natale, Ferragosto ed altre feste comandate, ben oltre il mandato conferitogli dall’Arma. Un “esempio” vivente per i suoi stessi militari, uomini e donne di tutti i ruoli, e una forma genuina e autentica di attaccamento al lavoro, vissuto come una “missione” e non come fredde ore d’ufficio. Non importava se questo significava stare per strada tra la gente, con il freddo o sotto un sole cocente, sotto l’acqua (come quando, nel 2006, sull’autostrada Salerno – Reggio Calabria, scongiurò, con una trattativa ad oltranza, sotto la pioggia battente e senza neppure l’ombrello, lo scontro con i “rivoltosi” di Campagna) oppure in ufficio fino a notte fonda: il dovere e l’Istituzione che egli rappresentava e incarnava alla perfezione, lo esigeva! Ecco perché il Generale di Corpo d’Armata Claudio Quarta è stato e resterà a memoria imperitura il punto di riferimento per eccellenza nell’Arma dei Carabinieri, per la gente comune, il mondo dell’informazione (carta stampata, giornali, Tv nazionale, emittenti private, radio, web, ecc.), i suoi stessi Carabinieri, supportando i più giovani con parole di incoraggiamento e dispensando perle di saggezza agli ufficiali che avevano la responsabilità di intere Compagnie, coi quali soleva intrattenersi in proverbiali “briefing formativi e informativi”. Superfluo aggiungere che, per tutti loro, Quarta ha rappresentato un punto di riferimento, certo, sicuro per il cittadino, talvolta vittima di ingiustizia, ma anche per semplici persone che, nel bussare alla porta del suo ufficio, dietro la scrivania di comando, non hanno trovato seduto un burocrate dello Stato, ma uno di loro che, con fare amichevole e cordiale, li ha accolti, fatti sedere mettendoli a proprio agio, di poi prestando attenzione e risolvendo le loro legittime richieste! Il tutto, sempre col sorriso sulle labbra e con la verve, appunto, dell’ufficiale gentiluomo. E anche quando, in alcuni casi, la Legge non poteva fare molto, dopo aver parlato coi postulanti, prima di congedarli, il conforto non mancava mai!

Da comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, ha fatto da “chioccia” ai tanti uomini e donne di tutti i ruoli che sono transitati sotto il suo Comando e che hanno avuto la fortuna e l’onore di averlo come precettore; tant’è che ancor oggi lo chiamano per chiedergli lumi, su questa o quella situazione! Orbene, lo scorso 21 giugno ha appeso al chiodo la sua amata divisa nera e il berretto con l’aquila rossa e raccolto gli effetti personali di una vita, da quello che, fino a poche ore prima, era il suo ufficio, non senza versare qualche lacrima di commozione nel suo ultimo giorno di servizio, il primo da “civile”, è così che il Generale di Corpo d’Armata della Benemerita Claudio Quarta, salentino di origine, ma romano di adozione, ha lasciato il servizio attivo. Porta con sé una miriade di bei ricordi, “collezionati” in 50 anni di intenso vissuto professionale, tanti sacrifici e zero rimpianti  poiché ha sempre fatto tutto ciò che la situazione contingibile richiedeva e che se potesse tornare indietro non esiterebbe a fare di nuovo, per la gente, per i suoi militari, per la prestigiosa Istituzione (l’Arma dei Carabinieri) che ha avuto l’onore di rappresentare sempre al “top” in ogni situazione e per la nostra Patria bella, l’Italia! Da fini conoscitori del Generale Quarta e del suo ampio bagaglio di esperienze d’ogni genere in campo professionale, del suo carisma, siamo sicuri che la sua “vacatio” dal servizio attivo sarà di brevissima durata. Difatti, potrebbe essere nuovamente “arruolato”, mettendosi a disposizione delle Istituzioni che ha servito per 50 anni. Secondo indiscrezioni di corridoio, pare sia corteggiato da diversi partiti politici ma, conoscendolo, preferirebbe mettere a disposizione di altri contesti la sua ricchissima esperienza. Quello che è certo è che formuliamo all’illustrissimo Sig. “Generale gentiluomo” di Corpo d’Armata Claudio Quarta gli auguri più fervidi e cari di una serena “pensione” all’insegna di nuovi e ancor più brillanti traguardi, in campo professionale come nella vita privata. Viste le attitudini, la giovane età, l’esperienza maturata sul campo, egli rappresenta un “esempio vivente” per tutti! Ad maiora, dall’amico giornalista Pino Di Donato e da tutta la nostra Redazione.

– Pino Di Donato –

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