Non percepiamo redditi e stiamo attraversando un periodo a dir poco sconvolgente“. È questo il grido di allarme dei gestori delle strutture che ospitano asili nido e ludoteche in Basilicata.

L’emergenza sanitaria non ha risparmiato nessuno, e non mancano le difficoltà anche per quanto riguarda questi servizi socio educativi e per la prima infanzia.

Ad oggi – ha sottolineato Antonio Brienza, uno dei gestori in rappresentanza della categoria – raffiguriamo una realtà dimenticata da Governo e Regione, non abbiamo la minima idea sulla probabile data di riapertura, non percepiamo alcun reddito da quasi tre mesi, dal 5 marzo scorso, alcun fondo perduto istituito per far fronte alle spese ordinarie di gestione. Gli Asili nido stanno attraversando un periodo a dir poco sconvolgente. Il Governo pretende che essi restino chiusi per prevenire il contagio, ma, al contempo, apre numerosissimi esercizi in cui rispettare le norme di sicurezza è praticamente impossibile“.

Antonio Brienza gestisce una struttura in Val d’Agri.

Si pretende di tenere chiuse centinaia di migliaia di realtà educative, infischiandosene delle sorti del personale ivi operante e dei gestori ormai al collasso finanziario“, ha aggiunto Brienza, che ha fatto sapere di aver chiesto un incontro presso la Regione Basilicata e che a giorni dovrebbe essere ricevuto.

Numerosi educatori, ormai privi di speranze, minacciano gesti estremi che potrebbero avere ripercussioni anche gravi dal punto di vista umano.

Si parla – ha detto Brienza – della tanto delicata Fase 2, quando realtà educative annaspano faticosamente nella Fase 0 non avendo più risorse per restare in vita, e senza conoscere l’evoluzione della questione riapertura“.

Antonio Brienza ha infine annunciato: “Mi sto battendo per cercare una soluzione definitiva al lassismo riscontrato a livello regionale e nazionale, in modo da evitare la chiusura di aziende e perdita di posti di lavoro“.

– Claudio Buono –

Un commento

  1. Antonella Pignataro says:

    Abbiamo bisogno di chi ci rappresenti a livello nazionale…non abbiamo nessuno che ci tuteli. Stanno portando alla morte le nostre strutture frutto di anni ed anni di sacrifici

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