In queste ultime ore si sta discutendo tanto sulle notizie che riguardano ulteriori modalità, oltre a quelle già note, con le quali si trasmette il virus Sars-Cov2.

La trasmissione avverrebbe con l’eliminazione del virus anche solo respirando semplicemente e che lo stesso possa raggiungere distanze ben superiori a quella ritenuta utile per il distanziamento sociale. Si parla, infatti, di una distanza di circa otto metri.

Della notizia abbiamo discusso con il dott. Bruno Masino, docente di Epidemiologia, Igiene e problemi prioritari di salute, già Direttore Sanitario dell’ospedale di Villa d’Agri.

  • Dott. Masino, è vero che il Coronavirus viaggia nell’aria a distanze più ampie di quelle valutate finora?

Devo dire che tratta del risultato di uno studio da parte dell’Accademia Nazionale delle Scienze statunitense che è al vaglio anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la validazione. Restiamo, pertanto, in attesa delle necessarie verifiche scientifiche che possano chiarire anche questo aspetto. Il prof. Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS, ha fatto già sapere che non ci sono al momento evidenze che il nuovo Coronavirus circoli nell’aria. Questa via era nota in determinati contesti, come quelli sanitari, ma al momento la letteratura scientifica indica che le principali vie diffusione del virus sono quelle per droplet e per contatto”.

  • Per quanto riguarda invece la revisione delle mascherine da parte dell’OMS?

“A tal proposito l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è riservata di valutare questo aspetto al fine di modificare, eventualmente, le raccomandazioni nel senso di un utilizzo diffuso di mascherine”.

  • Quindi, cosa può dire e chiarire ai cittadini e cosa consiglia?

È utile, a mio avviso, chiarire alcuni aspetti utili a comprendere come potrebbe verificarsi la dispersione delle particelle virali nell’ambiente. Quando si parla, si tossisce o si starnutisce, vengono emesse due tipologie di goccioline definite con il termine di droplet. Con riferimento alle loro dimensioni esse sono suddivise in large droplet e small droplet. Le large droplet, proprio per le loro dimensioni, in genere si sedimentano a breve distanza (circa un metro), le small droplet possono giungere sino a tre metri di distanza. Cosa diversa sono, poi, i droplet nuclei, vale a dire ciò che residua a seguito dell’essiccamento delle droplet per cui i nuclei sono particelle ancora più piccole e, come gli aerosoli, possono rimanere sospese in aria e successivamente sedimentare a maggiore distanza. A conferma del rischio quando si è esposti ad aerosoli è chiaramente indicato nelle raccomandazioni al personale sanitario di utilizzare i facciali filtranti con maggiore potere filtrante (FFP3). È utile ricordare che il virus ha dimensioni di circa un decimo di micron e per tale ragione potrebbe essere veicolato da tutte le particelle innanzi indicate. Ovviamente, da medico non posso però non sottolineare che è necessario che vi siano evidenze scientifiche che dimostrino le ipotesi. Attendendo gli esiti di tali verifiche, ci auguriamo che l’ipotesi non sia confermata così sarebbe molto più facile per tutti noi riuscire a difenderci dal Sars-Cov2”.

– Claudio Buono –

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