Il fenomeno della “fuga di cervelli” è tristemente conosciuto nel territorio italiano. Si tratta del trasferimento all’estero o in altre regioni del Paese con più opportunità lavorative di giovani studenti, professionisti e lavoratori per cercare un’occupazione più remunerativa o consona alle proprie attitudini e competenze rispetto al proprio luogo di origine. Si tratta di una tendenza in crescita, per quanto riguarda l’Italia, anno dopo anno. A subirne maggiormente le conseguenze sono i piccoli territori, che spesso vedono uno spopolamento delle giovani generazioni.

C’è, però, chi con lo stesso coraggio e determinazione di chi cerca altrove la propria strada lavorativa sceglie di restare in un territorio come quello del Vallo di Diano, che tanto avrebbe da offrire ai propri giovani, ma che spesso viene sottovalutato. E’ la storia della giovane imprenditrice Maria Luisa Di Brienza, 28enne di Padula, che racconta ai nostri microfoni la sua esperienza fatta di impegno e dedizione per il lavoro e per il suo settore di competenza, l’arredo bagno.

La realizzazione in ambito professionale concretizza gli obiettivi che ogni essere umano punta a raggiungere, per far sì che la vita abbia un senso, uno scopo – commenta Maria Luisa –. Forti di queste idee, io e mia sorella Michela abbiamo deciso di intraprendere un percorso lavorativo nel settore della distribuzione. Un settore non semplice da gestire ma allo stesso tempo ricco di stimoli e soddisfazioni“.

Molto spesso alle giovani generazioni manca un imprenditore locale dal quale prendere esempio. Non è il caso della giovane Di Brienza, che fa riferimento a un imprenditore molto conosciuto nel Vallo di Diano e che rappresenta la fonte di ispirazione di tanti giovani nel territorio valdianese. Stiamo parlando di Carmine Cardinale, “un imprenditore dalle ampie vedute – precisa Maria Luisa – legato al suo territorio, che agli esordi aveva quasi la mia età e che, attraverso sacrifici, costanza e dedizione è arrivato ad occupare una parte rilevante del settore della grande distribuzione. Ha una grande propensione verso le nuove generazioni e verso la figura femminile e lo ringrazio molto per questo. Non sempre ci si confronta con menti aperte come la sua e a volte la donna deve dimostrare più del dovuto la conoscenza che ha del proprio lavoro e con quanta professionalità lo porta avanti“.

Per la giovane imprenditrice “è importante lavorare su due concetti: valorizzazione della diversità e importanza dell’inclusione. Siamo giovani e abbiamo tanto da apprendere per poterci migliorare, ma abbiamo deciso di farlo nel nostro territorio perché vogliamo valorizzarlo e desideriamo che sempre più giovani facciano lo stesso“.

 

 

 

Un commento

  1. Con tutto il rispetto per l’imprenditrice dell’arredo bagno,ma davvero,andando via (dove?),sarebbe stata un cervello in fuga?Vogliamo parlare di ottimi ingegneri,fisici,matematici,chimici,medici,che una volta formati,per forza di cose,vanno via dal Sud?

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