Organizzato dal Lions Club Eboli Valle del Sele, si è tenuto ieri sera un interessante incontro presso l’Hotel Grazia di Eboli sul tema internazionale “Ambiente”, che ha visto il Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro protagonista con la partecipazione del dottor Massimo Burzo e dell’avvocato Emilio Sarli.

Dopo la presentazione della rassegna culturale “Incontro con l’Autore” da parte di Angela Lamonica, Presidente del Club, e dopo i saluti istituzionali del sindaco di Eboli Mario Conte, è intervenuto Vito Busillo, Presidente dell’ANBI Campania (Associazione di tutti i Consorzi  di Bonifica campani) e Presidente del Consorzio di Bonifica Destra Sele, il quale, dopo un breve excursus sulle varie fasi storiche della bonifica in Italia, ha svolto puntuali riflessioni sull’attività di bonifica e di irrigazione nella Piana del Sele. In particolare, Busillo ha esaltato la figura di Mattia Farina, deputato e imprenditore agricolo della Piana del Sele che, insieme all’ingegner Antonio Valsecchi di Milano si occupò della costruzione della Diga sul Fiume Sele, un’opera grandiosa che ha fatto la “fortuna” di tutta la piana, consentendo il consolidamento di un’agricoltura irrigua ed intensiva, che oggi rappresenta una vera e propria eccellenza nel panorama nazionale e non solo.

E’ seguito poi l’intervento del Presidente del Consorzio, Beniamino Curcio, nel corso del quale, nel sottolineare le diversità del comprensorio valdianese rispetto alla Piana del Sele, connotato dal secolare disordine idraulico, tuttora angosciante, ha sottolineato come anche la nostra area fosse segnata dalla bonifica, ovvero dalle opere e dagli interventi realizzati sia prima che dopo la costituzione del Consorzio. Opere ed interventi straordinari, necessari per rendere coltivabili ed insediabili le terre della splendida piana, obiettivo, questo, non scontato se solo si ricorda che nel 1865 appena un decimo della piana risultava coltivabile e che nel 1810, nonostante i tanti sforzi del passato, nel Vallo di Diano persistevano ancora aree paludose e stagnanti (quattro stagni tra Atena Lucana, Sant’Arsenio, Montesano e Diano; sei laghi tra Sala Consilina e Padula; una palude a Montesano). Ha infine fatto riferimento ai due libri di Emilio Sarli “I Bonificatori del Bel Paese” e “Bonum Facere – Il racconto dei bonificatori benedettini”, evidenziandone la valenza conoscitiva ed educativa, presupposti imprescindibili per un approccio corretto alla bonifica, attività complessa, ma al tempo stesso attività nobile. Ed infatti va sempre tenuto presente che la bonifica ha avuto il merito di sconfiggere il paludismo e quindi la malaria, di recuperare alla produzione agricola milioni di ettari, di rendere abitabili e insediabili aree davvero impossibili ed oggi ha il merito di garantire sicurezza ai territori, agricoli ed urbanizzati.

E’ seguito poi l’accorato ed interessante intervento dell’autore dei due libri che ha regalato una vera e propria lezione sugli aspetti giuridici che interessano l’ambiente, al quale non sempre è stata prestata la dovuta attenzione normativa e solo di recente si è posto rimedio, esplicitandone il carattere di bene costituzionalmente protetto, grazie alla legge di riforma n.1, dell’11 febbraio scorso. Emilio Sarli ha poi svolto un’ampia panoramica sui principali protagonisti della bonifica in Italia, esaltando i riflessi sociali, economici ed ambientali che la bonifica ha prodotto nel corso dei secoli e che ha segnato la storia del nostro Paese. Appassionante ed interessante è stato infine il riferimento alla “grandezza” delle bonifiche, riconosciuta dalle stesse comunità locali, come testimoniato dalla miriade di statue, monumenti, epigrafi dedicatorie sparse in ogni angolo del territorio nazionale e che mettono sempre in primo piano il prezioso “ruolo di bonificatore” attribuito ai protagonisti, a prescindere dalle altre competenze e dagli altri ruoli, anche importanti, dagli stessi ricoperti. Le conclusioni della serata sono state tratte da Felice Grandi, Presidente di  Circoscrizione.

Va evidenziato, infine, che l’iniziativa promossa dal Club assume anche importanza celebrativa per il centenario del Congresso sulle bonifiche che, proprio nei giorni dal 23 al 25 marzo, si tenne a San Donà di Piave; evento significativo e di rilevanza nazionale, che gettò le basi concettuali per quella che sarebbe poi stata la Bonifica moderna intesa come un intervento globale in cui l’opera di prosciugamento delle aree paludose, obiettivo primario ai tempi della malaria, doveva costituire solo il “primo passo” verso la complessiva sistemazione di un intero comprensorio, da conseguire sia con interventi finanziati dalla Stato, in quanto di pubblico interesse, che con opere da parte dei privati. E’ proprio grazie a questa visione che in territori come il nostro si sono realizzate opere importanti e strategiche, indispensabili per recuperare terre alla coltivazione e per legare ad esse gli uomini attraverso gli insediamenti, produttivi ed abitativi, ed attraverso le varie dotazioni infrastrutturali e di servizi, necessarie per la vivibilità e la crescita dei territori. Oggi abbiamo di fronte nuove sfide, i cambiamenti climatici che, come ben noto, accentuano le emergenze idrogeologiche, sia nei fenomeni franosi che in quelli alluvionali, e creano una pesante situazione di crisi idrica in relazione alle ricorrenti stagioni siccitose. In tale contesto la bonifica rimane un’attività strategica e sempre attuale, perché chiamata a fronteggiare i crescenti fabbisogni del territorio in termini di sicurezza idraulica, di competitività del settore agroalimentare e di tutela e valorizzazione ambientale.

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