frittata aulettaAi padulesi la Frittata di 1500 uova di Auletta non va proprio giù.

E’ da qualche giorno ormai che a Padula tiene banco la questione relativa alla “Mega Frittata”, discussione che si è accesa anche sul gruppo Facebook “Sei di Padula se”, una sorta di piazza virtuale nella quale ci si confronta quotidianamente. La “Frittata delle 1000 uova” rappresenta una tradizione padulese, che ci riporta nel 1535 e all’accoglienza dell’imperatore Carlo V nella Certosa di San Lorenzo. Non volendo addentrarci nella questione della proprietà della padella, del suo “inventore” e delle varie gigantesche frittate che vengono preparate in Italia e nel mondo, quello che proprio ai padulesi non va giù è che, per promuovere l’evento di Auletta, sia stata utilizzata l’immagine del monumento, come sottolineato da Vincenzo Petrizzo, membro del direttivo dell’Ass. Turistica Pro Loco Padula, che da quasi vent’anni organizza la manifestazione “Padula in festa per Carlo V” nella quale si inserisce la preparazione della Frittata delle 1000 uova: “Come si può copiare in questo modo un evento che si organizza a Padula da decenni? Sono esterefatto, non si può utilizzare la foto della Certosa per pubblicizzare la manifestazione”.

frittata padulaPetrizzo e tanti altri cittadini padulesi hanno mostrato la loro rabbia per la situazione che si è venuta a creare. La “Frittata” per i padulesi è una tradizione e non una semplice pietanza da degustare in una sera d’estate, è un momento di rievocazione di un pezzo di storia di Padula e del suo monumento più importante: è come se si volesse “strappare” un pezzo di identità al paese, “svendendolo” in un altro luogo dove non ha sicuramente lo stesso significato. Da ogni storia, però, si trae un insegnamento: per i padulesi, in questo momento, può essere quello di mostrarsi più attenti al grande tesoro di arte, tradizioni, cultura che possiedono e a non lasciarselo “scippare”, a non ricordarsi sempre troppo tardi della bellezza in cui vivono e a credere maggiormente nelle attività che si vanno a realizzare attraverso il coinvolgimento reale dei cittadini.

E, per concludere, una domanda a tutti gli abitanti del Vallo: quando inizieremo davvero a costruire INSIEME la nostra comunità? Basta con le inutili copie, le inutili polemiche: è il momento di lavorare a progetti seri di promozione culturale e turistica per dare un senso concreto alla scelta (coraggiosa) di continuare a vivere nei paesi del Vallo di Diano.

– Filomena Chiappardo –


 

3 Commenti

  1. arturo addesso says:

    Invece di alimentare come al solito l’ondata di haters, pensate che c’è gente che ha organizzato qualcosa di divertente e di diverso. Persone, vecchietti, e bambini che non avrebbero mai visto una frittata di 1500 uova ora l’hanno vista. non credo abbiano tolto un pezzo al famossisimo bagaglio culturale gastronomico della capitale della frittata nel mondo, padula dovrà farsene una ragione, la frittata la sanno fare pure ad aletta. xD

  2. Ma che schifo. Perchè non inventano cose nuove invece di copiare dagli altri?

  3. Giuseppe Comuniello says:

    Complimenti per l’articolo. L’originale è la Frittata di 1000 uova di Padula. Gli altri sono cloni. Questi di Auletta copiano e non sanno neanche copiare. Pubblicizzano la frittata delle 1500 uova con lo sfondo della Certosa!!!

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