Dal 6 agosto, come disposto dal Governo Draghi, scatta l’obbligo di esibire il Green Pass per sedersi a pranzare o cenare al chiuso nei ristoranti. La restrizione si applica esclusivamente al servizio al tavolo all’interno di bar, ristoranti, pub, gelaterie, birrerie mentre restano libere le consumazioni al bancone, anche al chiuso, e quelle ai tavoli all’aperto. Due le eccezioni all’obbligo di Green Pass: i soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale (bambini fino a 12 anni) e quelli esentati dalla certificazione Covid sulla base di certificazione medica. I titolari e i gestori devono verificare che l’accesso nei locali all’interno avvenga esibendo il pass. Le violazioni saranno punite con una sanzione da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente che del cliente. Se la violazione viene ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrà essere chiuso da 1 a 10 giorni.

Ricordiamo che per Green Pass si intendono, così come disposto dall’articolo 9 del DL 52 dello scorso 22 aprile, le certificazioni comprovanti lo stato di avvenuta vaccinazione contro il SARS-COV-2 (anche prima dose) oppure l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus entro le 48 ore antecedenti oppure l’avvenuta guarigione dal virus.

Sono state diverse le reazioni al decreto che impone l’obbligatorietà del Green Pass per accedere ad alcuni servizi e attività e limitare così la diffusione del contagio dovuto al Covid-19 e alla nuova variante Delta. Tanti coloro che sono scesi addirittura in piazza in tutta Italia a protestare contro la nuova restrizione. Ma cosa ne pensano i ristoratori italiani? Sono o meno d’accordo con l’obbligatorietà del Green Pass per poter andare a pranzo al ristorante al chiuso? Ne abbiamo parlato con alcuni imprenditori della ristorazione del Vallo di Diano per scoprire la loro posizione in vista del prossimo 6 agosto.

Il Green Pass obbligatorio ha permesso che le prenotazioni delle vaccinazioni aumentassero in maniera incredibile – dichiara Nino Petrizzo del Grand Hotel Osman di Atena Lucana – quindi adesso non è più un problema dei ristoratori o degli albergatori, ma dello Stato che aveva bisogno di una strategia affinchè tutti accettassero di vaccinarsi contro il Covid. Agli italiani piace mangiare e quindi la percentuale dei non vaccinati potrà diminuire. Non è chiaro se anche gli ospiti dell’hotel dovranno esibirlo per mangiare nel nostro ristorante e stiamo ricevendo tante telefonate senza poter dare risposte esatte perchè non è scritto nel decreto“.

Accetta di buon grado il nuovo obbligo imposto dal Governo l’imprenditore Carmine Santangelo, titolare dell’Hotel Ristorante Villa Torre Antica nel centro storico di Atena Lucana:”Sono d’accordissimo con l’obbligo di dover esibire il Green Pass dal 6 agosto, però non capisco per quale motivo debba esserci questa regola per l’interno e non per l’esterno. La trovo comunque una restrizione giusta per rispetto soprattutto di chi ha scelto di vaccinarsi, categoria che adesso va tutelata. Ma mi rendo conto che in questo modo viene penalizzato chi ha sale ristorante all’interno, perfettamente igienizzate e sanificate e con i tavoli distanziati, e viene invece premiato chi spesso accoglie clienti all’esterno senza rispettare le necessarie regole igienico-sanitarie. E’ un po’ una contraddizione a mio avviso“.

Io sono favorevole al Green Pass – afferma Davide Cancellaro, titolare dell’Hotel Ristorante Villa Cosilinum a Padula -. Una misura giusta e corretta che dà la possibilità a chi ha fatto il vaccino di potersi muovere con maggiore libertà rispetto a chi non l’ha fatto. Mi sembra corretto ‘premiare’ questa categoria ed è anche un modo per coinvolgere coloro che non si sono ancora prenotati per il vaccino. Credo sia la soluzione o quantomeno l’unica al momento percorribile, non vedo altre alternative. Questo tutela tutti, tutela noi ristoratori e le attività previste dalla misura ed è in linea con l’evitare che si ritorni a quei momenti di grande incubo che tutti abbiamo vissuto durante la pandemia. Credo sia un’ottima misura e la condivido in pieno!“.

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