Una circolare del Ministero dell’Interno chiarisce i dubbi sull’applicazione del decreto che obbliga alla presentazione del Green Pass per entrare nei locali pubblici al chiuso. Stretta da parte del Viminale che richiede la massima attenzione alle attività di verifica e controllo da parte delle forze dell’ordine, con verifiche a campione e in particolare nei luoghi turistici e della movida.

Le verifiche saranno svolte anche alla luce della recente circolare secondo cui anche gli esercenti, a loro discrezione, potranno chiedere l’esibizione di un documento di identità e quindi accedere a una seconda fase della verifica, che non sarà sempre necessaria, oltre all’utilizzo dell’app che scannerizza il Qr Code. Tale verifica si renderà comunque necessaria nei casi di abuso o elusione delle norme, come ad esempio quando appaia manifesta l’incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione. L’avventore è tenuto all’esibizione del documento di identità.

Se non si accerta la corrispondenza tra il certificato e l’identità del possessore la sanzione risulterà applicabile nei confronti del solo avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità anche a carico dell’esercente.

Riguardo ad eventi sportivi e spettacoli viene precisato che, oltre ai pubblici ufficiali, saranno anche gli steward e i gestori delle strutture a poter controllare i Green Pass.

Nella giornata di ieri il Garante della Privacy ha precisato che anche i titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi possono richiedere agli intestatari della certificazione verde di esibire un documento d’identità.

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