Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera all’unanimità al nuovo decreto legge per l’estensione del Green pass a tutti i luoghi di lavoro pubblici e privati ed entrerà in vigore il 15 ottobre fino al 31 dicembre.

Inoltre i guariti dal Covid non dovranno più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino per avere il Green pass ma lo otterranno subito dopo la prima somministrazione. L’articolo 4 comma 3 modifica infatti la normativa attuale sostituendo il passaggio in cui si affermava che la certificazione era valida “dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione” con le parole “dalla medesima somministrazione”.

L’obbligo di Green pass per l’accesso ai luoghi di lavoro si applica anche “ai soggetti titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice” e ai lavoratori privati, dunque sono inclusi gli autonomi e i collaboratori familiari. Tra le novità, la sospensione dal lavoro, e quindi dallo stipendio, dopo 5 giorni di accesso senza certificato. Chi non ha il Green pass avrà comunque il “diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”.

Per le farmacie si va verso l’obbligo di prezzi calmierati per i tamponi. L’obbligo di certificato è esteso anche a chi opera nelle associazioni di volontariato. Il decreto è stato presentato in conferenza stampa dai ministri Renato Brunetta, Andrea Orlando, Mariastella Gelmini e Roberto Speranza.

Il nuovo decreto, come ha spiegato Speranza, “potenzia la capillarità della rete delle farmacie e la strategia sui tamponi. I test saranno gratuiti per le persone esenti per ragioni sanitarie dalla vaccinazione. Siamo convinti che questo decreto possa contribuire a dare ulteriore spinta a fase di ripartenza. Le limitazioni nelle ultime settimane sono state estremamente limitate. Con vaccinazioni e Green pass possiamo aiutare Italia in questa fase di ripartenza”.

L’obbligo toccherà oltre 23 milioni di lavoratori – ha detto il ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta – abbiamo chiuso il decreto in tempi stretti perché arriva l’autunno e aumenta la probabilità che si formino varianti che bucano i vaccini. Abbiamo poco tempo per prepararci. Ecco perché abbiamo spinto per questo decreto, sul modello della scuola: hanno funzionato sia i controlli che i sistemi di monitoraggio. E la scuola è il luogo più complicato: ci sono i ragazzi, i genitori, i docenti, i trasporti. Ci ha dato un esempio che abbiamo applicato al lavoro pubblico e privato, con le stesse sanzioni e le stesse modalità”.

“Stiamo assistendo a una ripresa importante per Italia con una riconquista in termini occupazionali nel mondo del lavoro, ma c’è fragilità – ha detto il ministro del Lavoro Orlando – Stiamo utilizzando lo strumento più efficace al momento per il settore. Noi vogliamo che le persone si vaccinino ma ci fermiamo prima dell’obbligo vaccinale. Lasciamo la facoltà della possibilità di utilizzare i tamponi”.

Orlando ha poi aggiunto che le sanzioni previste dal decreto “comportano la sospensione ma non devono aver nessun nesso con le sanzioni disciplinari e percorsi che portano al licenziamento, senza pregiudicare il posto di lavoro”.

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