Un maxi risarcimento di 500mila euro è stato stabilito dalla Corte d’Appello di Napoli – IV Sezione Civile a favore di un 69enne di San Giovanni a Piro, vittima di un errore diagnostico da parte dell’Azienda Ospedaliera “Antonio Cardarelli” di Napoli.

L’intera vicenda, iniziata nel novembre del 2000, si è conclusa lo scorso mese di dicembre, con una sentenza di condanna nei confronti della struttura ospedaliera napoletana. La vittima, dopo un primo ricovero nell’ospedale “Immacolata” di Sapri, a causa di forti dolori all’addome, era stata avviata per un esame istologico presso il Presidio Ospedaliero di Eboli e, successivamente, presso l’Azienda Ospedaliera napoletana. Qui i medici del reparto di Chirurgia Oncologica del “Cardarelli”, sospettando un carcinoma gastrico, avevano stabilito il 12 dicembre del 2000 un intervento chirurgico con il quale al 69enne veniva completamente asportato lo stomaco, parte della coda del pancreas, una parte del colon trasverso e la cistifellea. Un intervento chirurgico però effettuato senza l’acquisizione preventiva dell’esito dell’esame istologico che escludeva la presenza di un tumore mentre rilevava una semplice pancreatite acuta.

Queste le ragioni, dunque, che hanno indotto il 69enne, tramite il suo legale, a denunciare l’Azienda Ospedaliera partenopea. La vittima infatti era stata sottoposta a un “massivo ed indebito intervento chirurgico non giustificato da alcuna necessità terapeutica“.

Il procedimento iniziato nel settembre del 2011, dopo una sentenza pronunciata dal Tribunale di Napoli il 20 ottobre del 2016 che accoglieva tutte le istanze presentate dal legale del 69enne e condannava il “Cardarelli”, si è concluso definitivamente lo scorso mese di dicembre con una condanna definitiva da parte della Corte d’Appello di Napoli che confermava la sentenza del Tribunale partenopeo.

Ero affetto soltanto da una cisti di origine pancreatica – ha dichiarato il 69enne – mi hanno invece diagnosticato un carcinoma gastrico e mi hanno levato tutto lo stomaco, i linfonodi e la cistifellea. Il tutto senza aspettare l’esito degli esami istologici. Vi lascio immaginare la vita che sono costretto a condurre senza lo stomaco. Debbo ringraziare il mio avvocato che si è battuto come un leone per contrastare il tentativo del Cardarelli di ottenere la revoca della sentenza del Tribunale, scongiurando il pericolo di dover rifare tutto d’accapo perchè ‘qualcuno’ aveva rubato il fascicolo in Tribunale“.

– Maria Emilia Cobucci –

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