Ricerca e speranza. Questo il doppio binario sul quale scorre la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, l’iniziativa che gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica indetta da International Confederation of Childhood Cancer Parent Organizations e dalla rete delle Associazioni di Genitori di bambini malati, Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncologia Pediatrica, Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica eAssociazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma che si è tenuta oggi presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.

Per l’occasione è intervenuto il gota dell’oncologia italiana sulle neoplasie solide, ma ha accolto l’invito anche il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. “Sono qui per riconfermare un impegno straordinario della Regione – ha dichiarato – abbiamo destinato 160 milioni di euro sulla ricerca contro il cancro dando all’insieme dei ricercatori l’obiettivo di produrre un vaccino contro le diverse tipologie di tumori nell’arco di 3/5 anni. Un obiettivo ambizioso, una scelta coraggiosa. Una commissione internazionale ha selezionato le tre linee di ricerca da finanziare e credo che da qui a qualche mese avremo già un primo risultato. Abbiamo lavorato in questi anni per ricostituire il registro tumori in Campania e oggi siamo una regione che ha la copertura del 100% della popolazione che ha problemi oncologici: Campania e Piemonte sono le uniche due ad avere il registro del tumore pediatrico”.

Quasi 1000 nuovi casi diagnosticati ogni anno. I tumori solidi dell’età pediatrica rappresentano una percentuale importante dei circa 1500 tumori rilevati in Italia ogni anno, in bambini di età compresa tra 0 e 14 anni. Oggi in Italia le persone guarite da tumore pediatrico sono circa 50.000, con un’età media di 29 anni, ma occorre tenere in conto il fatto che, in conseguenza dei trattamenti subiti, potrebbero sviluppare effetti collaterali tardivi, anche gravi, che variano in base al tipo di trattamento ricevuto. Le necessarie attività di follow-up alle quali devono sottoporsi sono contenute in uno speciale documento, il Passaporto del guarito, sviluppato grazie ad un progetto europeo coordinato da Riccardo Haupt, Responsabile del Servizio di Epidemiologia e Biostatistica e dell’ambulatorio “DOPO”, acronimo di Diagnosi Osservazione e Prevenzione dopo terapia Oncologica, Direzione Scientifica dell’Istituto Gaslini di Genova.

“Molti dei guariti sono già entrati o stanno per entrare nell’età adulta. Questo momento di transizione dal mondo pediatrico è particolarmente critico e delicato – ha dichiarato Haupt –  a volte succede che i lungo-sopravviventi fanno fatica a trovare un referente che li possa seguire più avanti negli anni. Si stima che in Italia un cittadino su 1300 sia un guarito da tumore pediatrico e che quindi, vista la relativa rarità di questa condizione, non tutti i medici siano informati sulle possibili complicazioni a distanza delle terapie antitumorali ricevute in età pediatrica. Il Passaporto, adottato già in molti centri AIEOP e presto disponibile per tutti, oltre ai dati sulla storia di malattia di ogni persona, contiene una serie di raccomandazioni per il monitoraggio a lungo termine degli organi o appartai potenzialmente a rischio”. 

A fare il punto su Salerno e la Campania è stato il dottor Giuseppe Scimone, Responsabile del reparto di Radioterapia Pediatrica del Ruggi. 79 le neoplasie ematologiche curate nel decennio 2009-2019 (61 linfoma di Hodgkin e 12 leucemie), per lo stesso periodo la casistica della radioterapia ha registrato 71 tumori cerebrali, 151 le neoplasie solide che hanno colpito bambini provenienti principalmente da Napoli e poi da Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. Sette i casi di piccoli pazienti extraregione, 3 quelli di origine ucraina.

– Chiara Di Miele –

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