Fuoco, ghiaccio e luce. Al “San Carlo” di Potenza l’energia che regola il battito del cuore



































Il calore, il congelamento e l’energia luminosa: si possono sintetizzare così le tre forme di energia utilizzate all’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza per il trattamento delle aritmie e, in particolare, della fibrillazione atriale, l’aritmia cardiaca più comune, ma anche tra le più complesse. Sono tre, infatti, le forme di energia che dopo una ricostruzione tridimensionale delle camere cardiache sono utilizzate oggi al “San Carlo” per trattare queste patologie: il calore mediante la radiofrequenza, il congelamento mediante crio-ablazione e l’energia luminosa mediante laser-ablazione. 

Nuove e avanzate tecnologie che migliorano il trattamento delle anomalie del battito del cuore e fanno del Dipartimento cardiovascolare – ha ribadito il Direttore del “San Carlo” di Potenza, Massimo Barresipolo di riferimento regionale e nazionale per il trattamento di alta specializzazione di pazienti complessi con problemi cardio-vascolari, con effetti positivi anche sulla mobilità passiva verso centri fuori regione. Progressi che potranno essere confermati e quantizzati dal prossimo avvio della telemedicina (controllo a distanza) previsto nei prossimi mesi per il follow-up di pazienti portatori di defibrillatori, pacemaker e dispositivi di registrazione a lunga durata impiantati nel torace”.

Novità presentate dai Direttori di Dipartimento Cardiovascolare e della Cardiochirurgia, Giampaolo Luzi, di Cardiologia, Rosario Fiorilli, e di Aritmologia, Pietro Grieco, che stanno dimostrando risultati eccellenti. In particolare, il nuovo sistema EnSite Precision di Abbott, adottato dalla Struttura semplice di Aritmologia, permette una mappatura del cuore più rapida e precisa durante le procedure di ablazione trans-catetere. Si tratta, in sostanza, di una ricostruzione computerizzata dell’anatomia cardiaca che consente la personalizzazione del trattamento di pazienti affetti da aritmie come la fibrillazione atriale. Patologia che si manifesta quando le cavità si contraggono rapidamente e in modo irregolare (da 350 a 600 battiti al minuto rispetto ad un ritmo cardiaco regolare da 60 a 100 battiti al minuto).







Il progressivo incremento dell’aspettativa di vita e con essa della prevalenza di malattie croniche, hanno favorito un notevole aumento delle aritmie, anomalie del battito del cuore che interessano oltre mezzo milione di italiani over 65 (4 su 10) e che costituiscono una delle cause più frequenti di accesso al Pronto Soccorso e di ricovero in Cardiologia. Gli studi dimostrano che la fibrillazione atriale aumenta il rischio di ictus di 5 volte e incide in modo significativo su morbilità e mortalità della popolazione. Numeri destinati a crescere per effetto dei cambiamenti demografici, come confermato anche dai risultati del “Progetto Fai: la fibrillazione atriale in Italia”.

Con il nuovo sistema di mappaggio cardiaco computerizzato si possono trattare la fibrillazione atriale ed altre aritmie complesse con flessibilità e precisione mediante l’utilizzo di una delle tre forme di energia, a conferma del costante impegno del “San Carlo” nell’erogare prestazioni di alta specializzazione su pazienti complessi con problemi cardio-vascolari e affetti da patologie ad alto impatto clinico e sociale. La struttura di Artmologia del “San Carlo” esegue ogni anno oltre 200 impianti di defibrillatori automatici e pacemaker e 100 procedure di ablazione per un totale di circa 4.000 impianti e 1.800 ablazioni effettuati dal 2001 ad oggi.

– Chiara Di Miele –



































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