Nei giorni scorsi, a Procida, l’Ordine Francescano Secolare e la Gioventù Francescana di Campania e Basilicata hanno organizzato la manifestazione “Navigando per il creato”, nella quale hanno posto al centro dell’attenzione temi importantissimi e molto cari a Papa Francesco: la custodia e la salvaguardia del creato. Mariano Lucio Alliegro, consigliere regionale dell’Ordine Francescano Secolare della Campania e delegato settore Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato, ha risposto alle nostre domande sull’esperienza di Procida e sullo stato di salute dell’ambiente del nostro Vallo di Diano.

D. – Quali sono state le tematiche trattate nell’incontro di Procida?

R. – “L’incontro di Procida ha avuto come finalità la celebrazione della Giornata del creato e la raccolta di fondi per iniziative missionarie dell’Ordine Francescano Secolare (OFS) della Campania. La giornata ha cercato di proporre lo stretto legame che sussiste tra bellezza e custodia. Solo conoscendo e gustando la bellezza del Creato è possibile innescare un processo di custodia, che ci vede in prima linea a difendere l’ambiente. Ci sono scorci che lasciano senza respiro per la profonda bellezza che solo un’isola come Procida, distante dai classici canoni “vacanzieri”, può provocare”

D. – I francescani hanno da sempre un rapporto di grande amore e rispetto per l’ambiente. In modo concreto, oggi, in che modo si può dimostrare questo amore? Quali azioni si possono mettere in campo?

R. – “L’amore per l’ambiente è senz’altro un aspetto caratterizzante della spiritualità francescana; Francesco di Assisi ha proposto un modello nuovo di rapportarsi con l’ambiente. Francesco parlava di “Fraternità Universale”, intendendo con ciò che l’uomo è una creatura fra le creature e proponendo pertanto un rapporto paritario dell’uomo con le altre componenti ambientali. Il Consiglio Regionale della Campania dell’OFS da anni ha dato corso ad una attività di formazione ed informazione sui temi ambientali. L’attenzione alle ferite inferte alla “Madre Terra” ha fatto sì che l’Ordine aderisse al Comitato di Coordinamento per la Terra dei Fuochi”

D. La tematica ambientale in Campania è fortemente connessa a quella della “Terra dei fuochi” ed anche il Vallo di Diano ha delle zone interessate agli sversamenti di rifiuti. Qual è il messaggio che vuole rivolgere ai cittadini del nostro territorio in merito a questa situazione?

R. – “Il ruolo di chi ha a cuore l’ambiente ed il futuro dei propri figli è quello di essere personalmente rispettosi e custodi della Terra e vigili contro ogni forma di aggressione ambientale. Occorre essere informati sulle tematiche ambientali, approfondire la conoscenza dei valori ambientali che caratterizzano i territori e saper modificare i propri stili di vita per renderli maggiormente ecosostenibili. La riduzione del consumo di risorse naturali, la riduzione del consumo di beni, forme di vita maggiormente parsimoniose, la riduzione nell’uso di mezzi di trasporto, l’attento uso dell’acqua, una corretta differenziazione dei rifiuti, un’attenzione per il recupero ed il riuso di beni, un’attenzione all’acquisto di beni con filiera corta consentono di ridurre l’impronta ambientale collettiva”

D. – Lei è Direttore generale del Consorzio di Bonifica Vallo di Diano – Tanagro, qual è lo stato di salute dell’ambiente del nostro Vallo di Diano?

R. – “Il Vallo di Diano è stupendo e lo è al di là della percezione collettiva che si può registrare. Perché c’è questo divario tra il reale valore di un paesaggio e la percezione che le sue genti hanno di questo paesaggio? In particolare perché abbiamo limitato il nostro sguardo ad una porzione molto ristretta e percentualmente minima del nostro territorio, il limite dei nostri centri abitati. A tanta bellezza nel Vallo di Diano si associano dei campanelli di allarme: la qualità delle acque dei corsi d’acqua sta lentamente, ma progressivamente, calando, l’uso del suolo, in alcuni casi, ha compromesso l’antico equilibrio di un utilizzo agricolo. La riduzione delle aree di pertinenza fluviale in alcuni punti aggrava i rischi idraulici. Le risorse economiche destinate alla difesa del suolo, in particolare alla manutenzione ordinaria, si riducono sempre più e spesso si annullano. E’ per tale motivo che occorre essere vigili e custodi di un ambiente che ci appartiene e di cui siamo parte”.

– Filomena Chiappardo –


 

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