Il “Codacons Vallo di Diano”, tramite un comunicato stampa a firma del responsabile Roberto De Luca, informa che, insieme al Comitato “Ponte Nuovo” di Auletta, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica riguardo la frana sulla SS19 delle Calabrie nel tratto Auletta-Petina.

“È cronaca locale che, dal gennaio 2014, la SS 19 delle Calabrie è chiusa al traffico nel tratto Petina-Auletta per una frana al Km 46 della stessa strada statale in territorio del Comune di Auletta. Le cause della frana sono, presumibilmente, da addebitare a un fenomeno di erosione delle sponde dell’adiacente fiume Tanagro. Numerose famiglie della comunità di Auletta, già provate dalla perdurante crisi economica, vedono le loro attività languire a causa dell’isolamento prolungato generato dalla chiusura al traffico della SS19 nel tratto suindicato – scrive De Luca – Perdurando il fenomeno di erosione delle sponde del fiume Tanagro si teme, addirittura, rischio per le abitazioni che stanno a ridosso delle sponde e, pertanto, una conseguente minaccia per l’incolumità delle persone che abitano nella contrada”.

“Il rappresentante del Comitato “Ponte Nuovo” di Auletta, insieme al responsabile della Sede Codacons del Vallo di Diano hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lagonegro. Nell’esposto è stata anche formulata richiesta di indagare sulle cause della frana e su eventuali responsabilità da parte di enti pubblici nell’omesso intervento per il ripristino della viabilità di una strada statale. Inoltre, si è chiesta l’immediata rimozione del rischio per l’incolumità delle persone che vivono nelle vicinanze del luogo – sottolinea – E come ogni volta che la nostra sede intraprende un’azione giudiziaria, diamo notizia alla stampa, sperando che venga dato giusto risalto alla stessa. E insieme alla notizia permetteteci di fare alcune considerazioni. Il 12 gennaio 2016 andava in onda, su RAI3 nazionale, alle ore 12.00, un servizio del giornalista Fabrizio Feo sull’intera vicenda.

“Il servizio metteva in rilievo l’entità del cedimento del piano stradale e i disagi che esso aveva creato nel tempo. Eppure, nemmeno un’esposizione mediatica così forte è servita a scuotere le coscienze, affinché il problema si risolvesse – conclude – E a noi non può non venire alla mente il percorso alternativo che un visitatore, viaggiando in autostrada, deve fare per arrivare alle Grotte di Pertosa. Provenendo da una zona a Nord del Vallo di Diano, dovrà uscire a Polla (non più a Petina) e poi proseguire per Campostrino. Di certo, non saranno poche le scolaresche che si chiederanno perché gli autobus debbano percorrere un itinerario così lungo e tortuoso. La risposta sta nella benevolenza di chi dovrebbe aver cura della viabilità, a tutti i livelli”.

– redazione – 


 

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