Sulla delocalizzazione delle Fonderie Pisano a Buccino la deputata del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti chiama in causa il Governo con un’interrogazione formulata ai ministri dell’Ambiente, Sergio Costa, e per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. La parlamentare salernitana del Movimento 5 Stelle, facendosi carico dell’allarme e delle preoccupazioni espresse a più riprese dagli amministratori e dalla comunità, chiede se ritengano che “la realizzazione di un’industria pesante, potenzialmente in grado di condizionare il carico ambientale di un’area insediativa a forte valenza naturalistica e completamente avulsa da una qualunque filiera locale, sia coerente con i principi di tutela ambientale e con le prescrizioni di sviluppo economico endogeno e sostenibile previste dalla Strategia Nazionale Aree Interne“.

Nell’interrogazione, Anna Bilotti premette che “l’area industriale di Buccino rientra parzialmente nel Sito d’Interesse Comunitario (SIC) IT8050049 Fiumi Tanagro e Sele” e che la stessa, inoltre, “è parzialmente soggetta a vincolo paesaggistico ex art. 142, comma 1, lett.c), del D.Lgs 42/04, per la fascia dei 150 metri dalle sponde del fiume Bianco, censito nell’elenco delle acque pubbliche della Provincia di Salerno“.

La stessa area industriale – sottolinea la deputata del Movimento 5 Stelle – è parzialmente interessata dalla presenza di vincolo ex art. 94 del D.Lgs. 152/2006, ‘disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano’, con la presenza di fasce di rispetto per un raggio di 200 metri dai punti di captazione e derivazione
di acqua potabile. In essa sono, infatti, insediate industrie alimentari che captano l’acqua potabile in loco“.

Riguardo all’area salernitana che comprende anche il comune di Buccino, Bilotti ricorda infine che “è in corso di riconoscimento l’adesione alla Strategia Nazionale Aree Interne che, come previsto dall’accordo di partenariato con l’Unione Europea, promuove il ‘capitale territoriale’ inutilizzato presente in questi territori, ovvero il capitale naturale, culturale e cognitivo, l’energia sociale della popolazione locale e dei potenziali residenti, e il valore dei sistemi produttivi agricoli, turistici e manifatturieri“.

Ho ritenuto doveroso investire i Ministeri competenti – spiega la deputata del Movimento 5 Stelle – di una vicenda che tiene in apprensione un’intera comunità, preoccupata delle possibili conseguenze sulla qualità della vita, sull’ambiente e sullo sviluppo economico e sostenibile di un’area a valenza naturalistica e con vocazioni che mal si conciliano con l’insediamento di un’industria insalubre. Continuerò a seguire con grande attenzione l’evolversi della situazione e a vigilare affinché non si consumi l’ennesimo scempio ai danni di una comunità che, grazie anche alla Strategia Nazionale Aree Interne, può aspirare a uno sviluppo e a un futuro ben diversi“.

– Paola Federico –

Un commento

  1. Massimo Lorenzi says:

    Non comprendo questa totale avversione, a priori e a prescindere, contro l’apertura di un insediamento produttivo che darebbe al territorio, secolarmente attanagliato da emergenze socio economiche, un significativo contributo verso un dignitoso sviluppo.
    Si potrebbe istituire un tavolo di confronto tra enti comunali e sovracomunali ed i proprietari dell’azienda in questione, affinche’ si possa giungere ad un ragionevole e plausibile compromesso: lavoro e, quindi, sviluppo per il territorio ad inderogabile patto che questo non comprometta la salute e l’ambiente delle locali popolazioni.

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