La Fondazione MIdA ha preso parte, insieme all’Associazione Carciofo Bianco di Pertosa – presidio Slow Food, alla prestigiosa kermesse internazionale dedicata al cibo e alla gastronomia “Terra Madre Salone del Gusto” a Torino.

Nell’edizione 2016 viene sottolineato il ruolo da protagonisti di tutti coloro che nel mondo coltivano e producono cibo, mettendo in evidenza valori come responsabilità sociale e sostenibilità. Valori promossi anche dalla Fondazione MIdA e dall’Associazione Carciofo Bianco di Pertosa che sono impegnate nella direzione della tutela e dell’implementazione di prodotti agricoli locali e, in particolare, del presidio slow food “Carciofo Bianco di Pertosa”.

Alle ore 16.00, nello specifico, la Fondazione MIdA ha presentato il laboratorio “Tingere con il carciofo”, introdotto ai presenti dal presidente MIdA Francescantonio D’Orilia e dal presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni Tommaso Pellegrino. Questa attività laboratoriale  rientra in uno dei temi affrontati a Torino, ovvero “la multifunzionalità in agricoltura”: il carciofo bianco di Pertosa, infatti, con i suoi usi tintori, soprattutto in bioedilizia, ne rappresenta un perfetto esempio.

Le filiere produttive basate sulla multifunzionalità del Carciofo Bianco di Pertosa possono contribuire alla sostenibilità dell’agricoltura locale ed anche a quella di sistemi produttivi più ampi, nonché al collegamento dell’agricoltura con altri settori produttivi e di servizi (come la bioedilizia, con un potenziale di riduzione di impatto ambientale rispetto ai colori sintetici).

In quest’occasione, il presidente della Fondazione MIdA, Francescantonio D’Orilia, ha introdotto al pubblico del Salone del Gusto anche il nuovo Museo del Suolo. “In linea con il leitmotiv di quest’edizione, intitolata Terra Madre proprio a rimarcare il legame indissolubile tra terra e cibo – spiega D’Orilia – noi abbiamo presentato la nostra area espositiva dedicata al suolo, una risorsa primaria che è fondamentale conoscere e tutelare. Sotto i nostri piedi, infatti, c’è una dinamica attività, chimica, fisica e biologica, da cui dipendono le caratteristiche dei nostri prodotti agricoli,  il cibo di cui ci nutriamo e, dunque, la nostra stessa sopravvivenza sul pianeta”.

– redazione –


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