Il sindacato Nursind esprime indignazione in seguito ai contagi che si sono verificati tra gli operatori e i pazienti del reparto di Medicina Generale e Lungodegenza – Riabilitazione dell’ospedale di Roccadaspide. “Ci duole constatare – scrivono al Direttore del presidio ospedaliero – che nulla è stato fatto nonostante le prime avvisaglie dei mesi scorsi, quando ci sono stati i primi contagi in altri reparti, e pertanto abbiamo l’obbligo di denunciare l’ennesimo atto di superficialità a discapito degli operatori. Gli operatori, oltre che delusi e amareggiati, sono spaventati per la possibilità di essere causa di contagio per i propri familiari“.

Nell’Unità di Medicina Generale sono continuati negli ultimi tempi molti ricoveri, anche di pazienti non prettamente internistici. Il reparto ha sempre lavorato a pieno regime, mentre i reparti di Chirurgia e Cardiologia “erano semivuoti e con il personale al completo. Questi ritmi hanno messo sotto pressione il personale, che deve contemporaneamente occuparsi delle stanze contumaciali dei pazienti in attesa di tampone, difatti gli stessi operatori prestano assistenza sia ai pazienti in isolamento preventivo che a quelli con esito negativo al tampone“.

Nonostante la visita dei NAS a fine ottobre, in seguito alla prima positività di un operatore, “nulla è stato fatto per apportare migliorie nel pieno rispetto delle normative. Le stanze indicate come contumaciali non sono provviste di zone filtro per la vestizione e svestizione, non possiedono un percorso sporco e pulito, né un impianto di areazione che permette di essere escluso dalle rete centralizzata in modo tale da contenere la diffusione del virus. La gestione poi dei DPI agli operatori sanitari è l’ennesima prova di inerzia, incapacità e carenza di programmazione. Gli operatori sanitari sono costantemente e quotidianamente in contatto con i pazienti, potenziali veicoli di contagio, rappresentavano e rappresentano un presidio sanitario su cui avrebbe dovuto concentrarsi la sicurezza sia in fase emergenziale sia ancor di più in fase preventiva. Conseguentemente a tutti gli operatori sanitari dovrebbe essere garantita prontamente la fornitura dei DPI in numero e quantità tale da scongiurare qualsiasi rischio di contagio. Ciò non è avvenuto, la loro fornitura è stata del tutto inadeguata per qualità e quantità. Basti pensare che il personale giornalmente deve elemosinare, con le difficoltà del caso, un disinfettante, un camice in tnt e tutti i DPI necessari per assistere i pazienti nelle stanze contumaciali“.

Per i rappresentanti di Nursind quanto accaduto in questi giorni a Medicina Generale è sotto gli occhi di tutti e “chi ne fa le spese sono gli operatori sanitari che ormai sono ostaggio di tali decisioni che mettono a repentaglio la loro salute, quella dei propri familiari, degli altri operatori e di tutti i degenti“.

I sindacalisti ricordano che il contagio da Covid-19 determina un potenziale profilo penale per il datore di lavoro. Oltre alle contravvenzioni previste dal D. Lgs. n.81/2008, in conformità ai principi normativi dettati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, in caso di contagio vi è la possibilità che il datore di lavoro possa essere considerato penalmente responsabile per i delitti di lesioni personali gravi o gravissime (art.590 c.p.) o di omicidio colposo (art. 589 c.p.), con possibili implicazioni anche sotto il profilo della responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D. Lgs. 231/2001, se applicabile. “A tal proposito – continuano – corre l’obbligo rimarcare che a tutt’oggi sembrerebbe che la direzione di presidio non abbia provveduto ad accendere la prescritta e dovuta segnalazione di infortunio del dipendente colpito da Covid per come disposto con la circolare n. 22 del 20 maggio 2020, con cui l’INAIL esplicita chiarimenti circa la Tutela Infortunistica nei casi accertati di infezione da Covid-19 in occasione di lavoro, d.l. 17 marzo 2020, n. 18, art. 42 co. 2, convertito dalla l. 24 aprile 2020, n. 27, e stabilisce a chiare lettere che sia il Datore di Lavoro a dover provvedere alla segnalazione di inizio infortunio“.

Nursind, dunque, chiede un tavolo di confronto con le Organizzazioni Sindacali sui temi trattati, la fornitura di DPI e presidi, appropriata sia qualitativamente che numericamente, elaborazioni di percorsi adeguati che permettano la netta separazione tra “sporco” e pulito” attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che veda coinvolti anche operatori dei reparti menzionati e un tasso di occupazione media dei degenti nei reparti non coinvolti dal cluster, con il relativo personale in servizio.

– Chiara Di Miele –

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