
Sono rientrati tutti a casa gli italiani che a bordo della Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti umanitari, sono stati bloccati da Israele.
Tra abbracci, lacrime di commozione, cori, Antonio “Tony” La Piccirella, Adriano Veneziani, Gessica Lastrucci, Giorgio Patti, Federica Frascà, Marco Orefice e Andrea Sebastiano Tribulato sono atterrati ieri sera a Roma dopo aver fatto scalo ad Atene.
Tra questi l’attivista salernitana di Greenpeace Federica Frascà che ha dichiarato all’Ansa: “Ritornare è bellissimo ma sono state giornate super dure, tra tanta violenza gratuita: ne siamo scossi. Sappiamo però di aver fatto la cosa giusta e di aver creato una pagina di storia sicuramente importante”.
“Non ci aspettavamo sicuramente questo livello di violenza gratuita, soprattutto da un popolo che ha vissuto l’Olocausto e che sta replicando quello che ha subito nei confronti del popolo palestinese – ha proseguito Frascà -. Sono state settimane intense, prima con l’attacco dei droni il 23 settembre sino poi all’intercettazione di notte, agli idranti, all’abbordaggio. Ci è stato impossibile avere medici, consultare un avvocato, siamo stati 48 ore senza acqua, cibo: quello che abbiamo vissuto è in qualche modo un privilegio rispetto a quello che subiscono i palestinesi”.
“Ora vorrei dormire, riposare e mangiare un gelato”, così è congedata tra gli abbracci degli amici e delle amiche Federica Frascà.
La vicenda però è tutt’altro che chiusa. Gli attivisti della Flotilla, infatti, avevano presentato degli esposti in cui sono denunciati vari maltrattamenti, a partire dal loro stato di detenzione e sono ora all’attenzione della Procura di Roma. Gli inquirenti stanno valutando tutti gli incartamenti, in cui si ipotizza anche il reato di sequestro di persona e non è escluso che una volta definito il fascicolo gli stessi partecipanti alla missione possano essere ascoltati in Procura, come persone informate sui fatti.


