La Corte d’Assiste di Milano ha assolto Marco Cappato perché il fatto non sussiste.

L’esponente dei radicali era imputato per aiuto al suicidio per aver accompagnato Fabiano Antoniani, Dj Fabo, in una clinica svizzera a morire.

La lettura della sentenza in aula è stata accolta da un lungo applauso. “Quello che posso dire – ha detto Valeria Imbrugno, fidanzata di Fabiano Antoniani – è che Fabiano oggi, insieme a me, avrebbe festeggiato perché è una battaglia in cui credeva fin dall’inizio. E’ una battaglia per la libertà di tutti“.

Soddisfazione dopo la sentenza di assoluzione di Cappato è stata espressa anche dall’avvocato di Sala Consilina Franco Di Paola dell’Associazione “Luca Coscioni”, che lo ha difeso insieme all’avvocato Massimo Rossi.

“Con la sentenza di oggi – ha detto – si è concluso un percorso iniziato anni fa con Piergiorgio Welby ed Eluana Englaro. L’assoluzione di Marco Cappato dà forza alle ragioni della sua battaglia e alle ragioni del coraggio di un uomo che crede nei valori della nostra Costituzione”.

Per Filomena Gallo, avvocato originario di Teggiano e segretario dell’Associazione Luca Coscioni, che ha coordinato il pool difensivo di Cappato, “in questi mesi un pezzo di storia in materia di diritti è stato scritto, grazie alla disobbedienza civile di Marco Cappato. Una decisione che potremo commentare meglio conoscendo poi le motivazioni, ma farà storia. Oggi siamo soddisfatti e la prossima tappa sarà su altri procedimenti che sono in corso, perché la Corte Costituzionale, dichiarando non punibile quell’aiuto fornito in determinate condizioni al malato, ha affermato che questa decisione è da applicare per i fatti pregressi, per cui si tornano a valutare tutte le circostanze che hanno determinato l’aiuto“.

Antonella D’Alto

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