Quello che festeggeremo quest’anno è un Primo Maggio speciale, dove per la prima volta dalla costituzione della FILCA, i lavoratori edili d’Italia ed in particolar modo della provincia di Salerno non si riuniranno nelle rispettive piazze, ma con un grandissimo abbraccio virtuale che coinvolgerà tutti, lavoratori e famiglie“. Così Peppe Marchesano della FILCA CISL Salerno, sindacato dei lavoratori edili,

“Quella che vorremmo lasciare alle spalle è una crisi sistemica senza precedenti – afferma -. La storia ci ha insegnato, però, che dalle grandi crisi si può uscire, probabilmente non indenni, ma certamente più forti di prima. Le grandi crisi del passato hanno trovato cure e soluzioni nel mattone, in particolare nelle infrastrutture: il 4 maggio gli edili non torneranno semplicemente a lavorare, ma saranno chiamati in prima linea per curare la nostra provincia e tutta l’Italia. Il Primo Maggio che celebreremo, anche se virtualmente, sarà il ricordo di tutti i lavoratori che con sacrifici e sanguinose lotte sociali sono riusciti a ottenere e a consegnarci quelli che oggi sanciamo come diritti dei lavoratori. Una conquista dura, mai scontata, di cui oggi siamo, beneficiari e custodi, ma soprattutto responsabili del compito di mantenere i nostri diritti vivi, non solo per goderne ma anche per consegnarli saldi nelle mani delle generazioni future“.

La FILCA vuole celebrare il 1° Maggio in modo virtuale ricordando le conquiste dei diritti dei lavoratori e mantenendo vivo il ricordo dei risultati sociali che con fatica, sacrificio e lotta hanno ottenuto gli operai.

Non è scontato – continua Marchesano – se attualmente le conquiste sindacali di allora sono ancora saldamente sancite dalla Costituzione Italiana e dello Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300). Oggi più che mai, la nostra provincia (Salerno) e l’Italia ha bisogno di noi. Edili, dunque, abbiamo il dovere morale e sociale di ricominciare a costruire l’Italia del domani sui valori del lavoro che ci ha trasmesso chi ci ha preceduto, per lasciare forti fondamenta al Paese nostro e di chi ci seguirà. Nella lingua italiana i giorni intesi come ricorrenze di festività particolari si scrivono rigorosamente in lettere maiuscole. Quello che verrà non sarà soltanto il primo giorno del mese di maggio dell’anno 2020, ma sarà una nuova pagina di storia. Anche se vivremo virtualmente e distanti questi attimi, noi edili e i lavoratori tutti saremo chiamati a scrivere quella che domani, nei libri, sarà la pagina del Primo Maggio 2020“.

– Chiara Di Miele – 

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