“Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha risposto alla sollecitazione del Comitato per la riattivazione della ferrovia Sicignano-Lagonegro in merito alla necessità di tutelare la linea ferroviaria. Purtroppo, però, a distanza di cinque mesi dalla sentenza del Tribunale di Lagonegro, l’Amministrazione Comunale di Sala Consilina non ha provveduto a ripristinare i luoghi“.

E’ quanto dichiara in una nota il Comitato per la riattivazione della ferrovia Sicignano-Lagonegro.

Anzi, dalla risposta del Ministero si apprende che RFI e l’Amministrazione Comunale di Sala Consilina vorrebbero stipulare una convenzione per l’utilizzo, fino alla riapertura della linea, di un passaggio a livello al km 37+84 che non esiste dal 1984 quando fu chiuso dalle Ferrovie dello Stato a linea ancora in esercizio – dichiara – Sarebbe il primo caso al mondo in cui si riapre un passaggio a livello chiuso visto che per ragioni di sicurezza in tutta Italia RFI adopera finanziamenti statali per eliminarli. Tutto ciò in contrasto con una sentenza della Magistratura. Rimane un mistero, inoltre, chi abbia commissionato ad un’impresa specializzata l’asfaltatura del binario dell’attraversamento ferroviario abusivo, avvenuta lo scorso novembre, in una zona molto trafficata, di accesso all’area PIP, con l’apposizione di segnaletica stradale di cantiere e senza l’intervento di alcun Organo di vigilanza”.

Il Comitato si chiede come mai l’area non sia stata ancora sequestrata dall’Autorità giudiziaria dato che “l‘Amministrazione Comunale avrebbe sporto una denuncia penale contro ignoti essendo in presenza di un reato. Aspettiamo di verificare l’effettivo ripristino dei luoghi, dopo gli abusi commessi, presso la stazione di Montesano/Buonabitacolo. Restiamo anche in attesa di risposta da parte del Ministero in merito alla copertura del binario, mediante asfalto, da parte dell’Amministrazione Comunale di Polla all’altezza del passaggio a livello mai chiuso al km 26+508. Infine, a differenza da quanto scritto dal Ministero, risulta al Comitato che lo studio di fattibilità che sta effettuando una società di ingegneria è stato commissionato da RFI e non è finalizzato esclusivamente alla riapertura ai fini turistici come vorrebbe, invece, la Regione Campania, anche perché la linea Sicignano-Lagonegro non è compresa nell’elenco, previsto per Legge, delle linee per uso turistico, redatto dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti”.

“‘Mentre il medico studia il malato muore’ verrebbe da dire – conclude – e fra promesse e proclami il Comitato si trova a tutelare una ferrovia che qualcuno vorrebbe fare letteralmente a pezzi tra asfalto e abusivismo”.

– Claudia Monaco –

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