Lettera aperta del professore Rocco Cimino in ricordo della giovane teggianese Federica Tropiano.

Ieri la notizia della scomparsa di Federica ha lasciato il sottoscritto, la comunità teggianese e il Vallo di Diano increduli, attoniti, smarriti, angosciati, addolorati.

Federica era una ragazza bella, solare, dolce, gentile, intelligente, affabile, umile, cordiale. Era figlia della nostra comunità, faceva parte della nostra famiglia, la incontravamo spesso per strada, nei negozi, in chiesa durante le funzioni religiose, davanti casa sua e dei nonni. Era un viso familiare e soprattutto una persona che ispirava fiducia. La nota più saliente che la contraddistingueva era la gentilezza e l’umiltà.

Studentessa diligente, figlia modello, amica fidata e in questa società in cui domina il fatuo, il successo, l’immagine, il dio denaro, la volgarità, Federica si distingueva per la sua serietà, per la profondità dei suoi pensieri, per la sua lealtà, per l’attaccamento alla famiglia e alla sua gente. Federica coltivava i valori della cultura, degli affetti, della fede, dell’onestà, era tenace, forte, coraggiosa e decisa. La sua simpatia era contagiosa ed era un piacere conversare con Lei, i suoi pensieri non erano mai banali ma profondi e ricchi di spunti di riflessione.

Io la ricordo quando, ancora ragazzina, mi onorava della sua presenza alle presentazioni dei miei libri con la delicatezza dei suoi lineamenti e il candore dei suoi occhi limpidi, trasparenti e sognanti e al termine della manifestazione si avvicinava per abbracciarmi. Un destino crudele l’ha strappata ai suoi cari genitori Cono e Carmelina, alla sua adorata sorella, ai cari nonni e a noi tutti. Cari genitori, lo so che anche le più toccanti parole, le frasi più belle non potranno lenire minimamente l’immane dolore, un dolore straziante, insopportabile, devastante ma vi possa essere di lieve sollievo che la vostra amata figlia Federica, nonostante la sua breve esistenza, ha lasciato un ricordo meraviglioso di sé in tutti noi e che rimarrà sempre vivo nei nostri cuori: il rispetto dell’altro, l’amore per il prossimo, per la cultura, per gli amici, per il suo paese.

Sta a noi non disperdere questo patrimonio di affetti. Solo in questo modo potremo onorarLa e non sarà morta invano. Affiorano nella mente in questo triste frangente i versi meravigliosi di Foscolo: “A egregie cose il forte animo accendono, o Pindemonte, l’urne dei forti e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta…Che ove mai speme di gloria agli animosi intelletti rifulga all’Italia quindi trarrem gli auspici”.

Dalla sua tomba Federica continuerà a vivere e soprattutto a parlare ai nostri cuori. Da ieri la terra è priva di un raggio ma sicuramente brillerà nella gloria del Paradiso.

Le circostanze ci impediscono di darti un ultimo bacio, di abbracciarti, di accarezzarti ma Tu sai benissimo quanto desiderassimo farlo, ma è come se lo avessimo fatto. Ti giunga un caloroso amichevole, fraterno, paterno abbraccio da tutti noi. Arrivederci, Federica.

– Rocco Cimino –


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