drogheLo sballo a poco prezzo legale finché non viene scovata la molecola con la quale è costruita la droga, rigorosamente sintetica, creata per lo più da appassionati di chimica in laboratori casalinghi. E nell’era dove tutto passa per Internet lo spaccio è semplicissimo: siti e pagine facebook “coperte”, acquisti protetti e il recapito, in forma anonima, direttamente a casa. Il pagamento spesso tramite paypal. C’è la droga dello stupro e quella del cannibale e poi tante altre dai nomi sempre diversi. Stupefacenti ancora di nicchia ma emergenti come la ketamina.

L’ONU nel rapporto annuale sulle sostanze stupefacenti ha lanciato l’allarme sulle droghe sintetiche che “stanno registrando un’espansione senza precedenti“. E i numeri parlano chiaro: poco meno di 350 quelle individuate nel dossier, 100 introdotte solo nell’ultimo anno. Le più diffuse? Quelle che imitano gli effetti della cannabis, passate da 60 nel 2012 a 110 nel 2013. E il fatto che lo sballo sia disponibile a livello mondiale, grazie al web, per gli esperti delle Nazioni Unite ne moltiplica la pericolosità. In Europa, secondo il rapporto, nel 2011 il 4,8% dei ragazzi dai 15 ai 24 anni ha fatto uso di droghe sintetiche. In Italia il consumo è intorno all’0,8%, ancora basso, ma non per questo meno inquietante. Anche perché dalle analisi condotte dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri su campioni di acque reflue di alcune scuole di Torino, Roma e Verona crescono i consumi di cannabis come la presenza di ketamina, droga poco utilizzata ma emergente.

E per fare chiarezza sui reali consumi il Dipartimento delle politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri incrocia tutti i dati, analisi delle acque comprese. In Italia dal 2008 a oggi l’uso di eroina e cocaina è in calo. Tre o quattro anni fa lo era anche la cannabis ma poi c’è stata un’inversione di tendenza soprattutto tra i 15 e 19 anni. Tra le ragazze c’è invece un incremento di metanfetamine e anfetamine.

Spesso questi nuovi stupefacenti non sono conosciuti dai laboratori perché non possiedono gli standard per “leggere” le molecole che li compongono. E ora anche i Sert, i Servizi di tossicodipendenza pubblici, iniziano a fare i conti con le droghe sintetiche.

Bibliografia: www.repubblica.it


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