te verdeLa ricerca sul cancro ha già più di cinquant’anni e sebbene siano stati fatti molti progressi, una reale e definitiva cura non è ancora stata trovata. Nonostante ciò, ci sono diverse opzioni terapeutiche che, di quando in quando, vengono trovate e che possono comunque dimostrarsi un valido aiuto.

Su questo fronte è un nuovo studio che ha rivelato come il tè verde e i suoi estratti potrebbero essere in grado di aiutare a combattere i rischi di cancro e altre malattie.

Ad aver trovato nel tè verde una possibile arma contro uno dei più temuti tumori sono stati i ricercatori del Los Angeles Biomedical Research Institute di Harbor-UCLA Medical Center (LA BioMed), che hanno testato le potenzialità dell’EGCG (l’epigallocatechina gallato), il componente biologico attivo del tè verde, su cellule tumorali pancreatiche.

I ricercatori hanno scoperto che l’EGCG è riuscita a modificare il metabolismo delle cellule tumorali pancreatiche sopprimendo l’espressione di un enzima associato con il cancro: l’LDHA. Oltre a questo, il team di ricerca ha trovato che l’oxamate, un inibitore enzimatico già noto per la sua azione nel ridurre l’attività LDHA, anche perturbato il sistema metabolico delle cellule del cancro del pancreas.

Gli scienziati credevano di aver bisogno di un meccanismo molecolare per curare il cancro, ma questo studio dimostra che si può cambiare il sistema metabolico e avere un impatto sul cancro. Dimostrando come un componente attivo del tè verde potrebbe prevenire il cancro, questo studio apre le porte a una nuova area di ricerca sul cancro e ci aiuta a capire come anche altri alimenti possono prevenire il cancro o rallentare la crescita delle cellule cancerose.

Lo studio è stato pubblicato online sulla rivista Metabolomics.

Certamente questi sono studi preliminari, che hanno bisogno di conferme; tuttavia i progressi nella lotta contro il cancro sono stati veramente significativi negli ultimi anni. Da una parte, lo sviluppo di nuove tecnologie cliniche e diagnostiche permettono di identificare la neoplasia nelle forme iniziali, quando è più aggredibile; dall’altra nuove terapie permettono sempre più spesso di cronicizzare la patologia se non di eliminarla completamente.

 Bibliografia: www.lastampa.it


 

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