L’Occidente ha “rubato” una bella e salutare idea dall’Oriente, in particolare dal Giappone, dove si è soliti mangiare una pasta un po’ diversa dalla nostra classica. Si tratta di spaghettini chiamati Shirataki Noodles che non usano il frumento ma la polvere di radice del konjac, una pianta originaria della zona subtropicale asiatica.

Il risultato? Pochi carboidrati, acqua e glucomannano, una fibra che si dice attenui la stitichezza, riduca l’obesità e diminuisca i livelli di colesterolo. Vi sono diverse aziende che stanno cercando di elaborare il prodotto “perfetto” in termini di salute, linea e, ovviamente, gusto.

L’ispirazione è venuta dagli Shirataki che però sono molto lontani dal concetto di pasta degli italiani. Il cuore della reinterpretazione è la farina di Konjac che, sposandosi con l’amaranto, dà vita a questa pasta che è allo stesso tempo a basso contenuto calorico, sana e gustosa. Il konjac è consumato in Giappone da almeno 1.500 anni, spesso come sostitutivo Vegan della gelatina. Inoltre è molto ricco in fibre. La ricetta non prevede l’uso di conservanti né di sale. Solo konjac, amaranto e fibre.

Essendo un non cereale l’amaranto non è di per sé una fonte di glutine e oltre al sapore delizioso questo ne aumenta la digeribilità per i consumatori. Ha un profumo e un sapore caratteristico che piace molto.

L’EFSA ha pubblicato numerosi studi circa la validità del tubero orientale “Konjac” e il relativo effetto benefico sulla salute dei suoi carboidrati. Non tutti gli studi hanno confermato le varie ipotesi della validità del glucomannano (risposte glicemiche post prandiali, controllo del glucosio, trigliceridi, funzionalità intestinale…). Tuttavia, ve ne sono altri molto interessanti che invece ne confermano l’efficacia in termini salutari. La porzione consigliata è di 40 g, per fornire l’intero apporto giornaliero consigliato di 4 g di glucomannano. Con una porzione siffatta inoltre si assumono anche il 96% delle fibre alimentari consigliate per gli adulti. Gli studi dimostrano che la perdita di peso si è verificata con il solo consumo di 4 g di glucomannano al giorno, che equivale a una porzione. Si consiglia di bere almeno due bicchieri prima di ogni consumo, questo perché le fibre sono molto idrofile.

Bibliografia: www.lastampa.it


   FARMACIA 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria


 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*