L’omeopatia può essere d’aiuto nel trattamento dei disturbi d’ansia e del sonno. Due tipi di problemi che sono in genere strettamente legati: l’insonnia, infatti, è spesso derivata proprio da un problema di ansia che rende difficile, se non impossibile, prendere sonno. Non dormire, poi, può a sua volta aumentare i sintomi ansiosi in un circolo vizioso da cui è difficile venirne fuori.
Chi soffre d’ansia e/o d’insonnia spesso ricorre agli psicofarmaci che, sebbene offrano un effetto immediato e potente, sono tuttavia gravati da diversi effetti collaterali come la dipendenza e la necessità di ricorrere a dosi sempre più massicce per ottenere gli stessi risultati.
Ma bisogna per forza rivolgersi agli psicofarmaci? A questa domanda hanno cercato di rispondere il dott. Luigi Coppola e il dott. Fabio Montanaro, ricercatori dell’Azienda Ospedaliera “G. Rummo” di Benevento con uno studio di tipo osservazionale pubblicato sulla rivista Homeopathy.
I ricercatori italiani hanno coinvolto 71 pazienti, di cui 21 uomini e 50 donne, ai quali era stata formulata una diagnosi di disturbo ansioso e a cui è poi stata prescritta una cura con il farmaco omeopatico complesso “Datif PC” della Boiron nella misura di 2 compresse tre volte al giorno per tutta la durata dello studio. Il tempo stabilito era non meno di 30 giorni, che equivalevano al tempo corrispondente all’intervallo tra il primo e il secondo consulto.
I pazienti sono poi stati invitati a riportare la propria esperienza in base alla qualità del sonno, che è poi stata valutata a seguito delle risposte riportate in un questionario denominato “STAI-Y” a seconda del numero dei risvegli notturni e al numero delle ore passate senza riuscire a dormire.
I risultati finali, in base alle risposte ottenute nei due consulti, hanno mostrato un significativo miglioramento del punteggio STAI-Y, con una riduzione del numero di risvegli notturni del 42%.
A conclusione dello studio, i ricercatori ritengono che l’omeopatia possa offrire un’opportunità nel trattamento dei disturbi del comportamento su base ansiosa.
Benché lo studio non sia stato randomizzato e controllato, i risultati sono comunque promettenti e meritano un approfondimento con ulteriori ricerche di più vasta portata.


 

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