Una proteina “misteriosa”, conosciuta da oltre 50 anni, è all’origine dell’ipertensione. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Medicine, si deve al gruppo guidato da Luca Rampoldi, dell’Istituto Telethon Dulbecco presso l’Istituto San Raffaele di Milano, in collaborazione l’Università di Zurigo, l’Università San Raffaele il Policlinico di Milano.

I ricercatori hanno messo in luce un meccanismo che collega l‘uromodulina, proteina presente nelle urine, a un rischio maggiore di sviluppare l’ipertensione arteriosa e il danno renale.

Da anni questo gruppo di ricerca studia una rara malattia renale dovuta a difetti nel gene che contiene le informazioni per l’uromodulina, la proteina più abbondante normalmente presente nelle urine. La proteina è stata scoperta più di 50 anni fa, ma la sua funzione biologica continua ad essere un mistero.

Il punto di partenza di questo lavoro è stata la scoperta che alcune varianti comuni del gene dell’uromodulina, in particolare della regione che ne regola l’espressione e quindi la produzione, sono associate ad un rischio maggiore di sviluppare ipertensione e danno renale nel corso della vita.

Analizzando decine di biopsie renali e centinaia di campioni di urine di persone con pressione arteriosa e funzionalità renale normali, i ricercatori hanno osservato che i livelli di uromodulina variavano in base a precise sequenze nel DNA. Dal lavoro sui modelli murini è emerso che un aumento della produzione di uromodulina determina la comparsa di ipertensione già in giovane età, ma anche che una riduzione dell’apporto di sale nella dieta è sufficiente per ripristinare valori normali di pressione sanguigna.

Somministrando un potente diuretico che ha come bersaglio proprio questo sistema di riassorbimento, abbiamo riscontrato un maggiore effetto del farmaco sulla pressione negli animali “superproduttori” di uromodulina.
Lo stesso meccanismo sembra essere conservato anche nell’uomo: pazienti ipertesi trattati con lo stesso diuretico hanno infatti mostrato una riduzione significativa della pressione solo se portatori delle varianti genetiche associate a maggiore espressione di uromodulina. Altro aspetto importante emerso da questo studio è che alti livelli di espressione di uromodulina causano la comparsa di lesioni renali in età avanzata.

Bibliografia: www.repubblica.it 

 

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