Il nuovo farmaco anti epatite C sarà considerato in India come generico, infatti, l’ufficio brevetti di Delhi ha respinto la richiesta di registrazione del sofosbuvir perché non lo ritiene così innovativo, potendo, in questo modo, produrlo come generico senza pagare quindi le royalties. Questa scelta consentirà agli indiani di acquistare il farmaco generico, ma contenente lo stesso principio attivo, alla modica cifra di un euro a pillola, mentre, nello stesso tempo, l’azienda produttrice americana che di nome fa Gilead, fa pagare 1000 dollari a pillola in alcuni paesi occidentali. È un’interessante trovata per ovviare ai costi esorbitanti delle nuove terapie, insopportabili per molti sistemi sanitari e soprattutto per il Sub-continente dove l’infezione da virus dell’epatite C è diffusissima

In Italia, il prezzo dovrebbe aggirarsi sugli 800 dollari a pillola, dovrebbe, perché gli accordi con l’azienda produttrice non sono ancora stati resi noti. Si potranno così curare, in due anni, 50 mila persone, ma i candidati alla terapia sarebbero all’incirca un milione e mezzo. Se si trattassero tutti, il sistema sanitario potrebbe andare in bancarotta.

Il diniego della registrazione del brevetto comporta che le aziende che non hanno firmato accordi con la produttrice di Sovaldi, possono immettere sul mercato la loro versione equivalente, cosa che allargherà l’accesso alla cura anche in altri Paesi che potranno importare il generico. Secondo Andrew Hill, ricercatore del dipartimento di Farmacologia della Liverpool University, al prezzo attuale Sovaldi “è inaccessibile per un uso esteso nella maggior parte del mondo” quando “sappiamo da varie società farmaceutiche indiane che è possibile produrre pillole di sofosubuvir da 1 dollaro l’una, per un totale di 100 dollari circa per tutti i tre mesi di trattamento necessari“.

Intanto l’Ema (l’agenzia europea del farmaco) ha registrato due nuove molecole che hanno il vantaggio di essere somministrabili per bocca e non richiedere il concomitante uso di interferone, un farmaco che ha effetti collaterali importanti. È una buona notizia per due motivi: si stanno perfezionando le terapie e l’arrivo di nuovi farmaci sul mercato farà abbassare i prezzi.

Bibliografia: www.corriere.it – www.primapadigadiyvs.it – www.direttanews.it


  Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria


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