Più di metà dei guidatori con cui vi può capitare di avere un incidente potrebbe essere affetto da ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e da iperattività. A suggerirlo è uno studio svedese appena pubblicato sulla rivista scientifica JAMA Psychiatry da ricercatori del Karolinska Institute, che hanno studiato per tre anni i comportamenti stradali di 17mila persone di ambo i sessi con età compresa fra 18 e 46 anni.

Il dato non è quindi imputabile alla spericolatezza dei giovani al volante, ma all’alterato modo di reagire di chi soffre di questo disturbo, come peraltro conferma il fatto che la regolare assunzione dell’adatta terapia ha ridotto del 58% il rischio di incidenti stradali negli 11mila soggetti che facevano da controllo nello studio. Ciò vale però solo nei maschi, perché nelle donne con ADHD la terapia non sortisce grossi effetti e gli incidenti femminili non calano. Con un calcolo deduttivo i ricercatori hanno concluso che assumendo la terapia prescritta, i guidatori maschi con ADHD possono evitare fra il 41 e il 49% degli incidenti, perché si riduce la loro tendenza a schiacciare l’acceleratore, a frenare e accelerare bruscamente o a zig-zagare continuamente nel traffico. I sintomi cardinali dell’ADHD sono costituiti dall’incapacità di focalizzare a lungo l’attenzione e dall’impulsività nelle reazioni, due caratteristiche che non vanno d’accordo con una guida sicura.

Ma secondo un altro studio della Texas University di Austin, appena pubblicato su PNAS, guidare in modo imprudente può anche non essere dovuto solo all’ADHD: i ricercatori americani hanno scoperto infatti che oltre che dall’incapacità di tenere a freno l’iperattività cerebrale, tale comportamento può dipendere, all’opposto, dal non riuscire ad attivare i normali freni inibitori. In fondo accelerare troppo equivale a frenare troppo poco e ciò non solo al volante, ma anche nella vita, con comportamenti a rischio come non allacciare le cinture, non mettere il casco in moto, oppure giocare d’azzardo, bere troppi alcolici, praticare sesso non protetto, abusare di fumo e droghe. Questa compromissione dei sistemi di controllo si verificherebbe anche in chi ha un disturbo bipolare, condizione in cui l’umore va incontro a continui alti e bassi, passando dalla depressione alla più sfrenata maniacalità.


 

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