E’ rassicurante, consolante, piacevole, scarica tensione: che i bimbi amino il ciuccio è assolutamente normale, perché questo oggetto rievoca il gesto della suzione, dell’allattamento, ciò che più di naturale, calmante e affettuoso esista. Però a lungo andare rischia di avere effetti negativi sulla dentatura, deformando il palato e causando disagi alla masticazione.

Il ciuccio è un valido alleato di mamme e bambini da usare solo fino ad una certa età e con moderazione, dicono gli esperti. Per avere la certezza che non influisca sulla dentatura e sullo sviluppo del linguaggio, sarebbe bene che i bambini smettessero di usarlo prima dei 2 anni, con un limite massimo dei 3. Ovvero: l’età della scuola materna, una buona opportunità per dare una tempistica all’uso del ciuccio. Dunque, possiamo cominciare a lavorare in estate per trovarci a settembre con un bimbo non più ciuccio-dipendente.

Il consiglio dei pedagoghi è universalmente quello di cominciare a togliere il ciuccio in modo graduale. Cominciate innanzitutto a parlarne, dicendogli che ora è grande, e i bambini grandi non usano il ciuccio: preparatelo all’evento che prima o poi accadrà. Con alcuni bambini funziona la spiegazione dei dentini, ovviamente come fosse una favoletta “i dentini non vanno d’accordo con il ciuccio”.

Se vostro figlio non lo abbandona spontaneamente, fate largo alla fantasia. Per esempio, andate al parco e legate il ciuccio ad un palloncino, e lasciateli andare liberi in cielo, come suggerisce il libro illustrato ‘Ciao Ciao ciuccio’ di Brigitte Weninger e Yusuke Yonezu, salutandolo e immaginando quante mirabolanti avventure gli accadranno. Potete stabilire una data in cui passerà la “fatina del ciuccio”, che lascerà in cambio un regalino. Immaginate una sorta di rito del diventare grandi: potreste decidere insieme, con grande entusiasmo, una sorta di data fatidica in cui si diventa grandi, segnarla sul calendario e attenderne l’arrivo come un compleanno: con tanto di torta e un regalino, quel giorno si festeggia la partenza del ciuccio! Se nulla dovesse funzionare, provate con limiti parziali: si usa solo in casa, oppure solo per dormire, poi solo per addormentarsi, e via via arrivate a toglierlo.

Bibliografia: www.lastampa.it


 

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