Il fagiolo di Casalbuono, la salsiccia e la soppressata del Vallo di Diano pronti ad essere battezzate tra le eccellenze gastronomiche nazionali al Salone del Gusto che si tiene a Torino da oggi e fino al 27 ottobre. In occasione della grande vetrina internazionale dedicata alla conoscenza sul buon cibo, le nostre ammiraglie della gastronoma locale verranno ufficialmente incoronate Presidio slow food.

Oggi pomeriggio, un laboratorio sulla salsiccia e soppressata del Vallo di Diano ha mostrato in diretta le fasi di lavorazione della trasformazione della carne suina con una successiva presentazione alla stampa del prodotto in occasione del Caffè Letterario. Lunedì prossimo, alle ore 13, sarà, invece, il fagiolo di Casalbuono protagonista di un laboratorio che punta a far conoscere le peculiarità del legume anche attraverso la degustazione.

La cerimonia di presentazione dei nuovi presidi slow food ci sarà sabato 25 ottobre, alle ore 14, presso l’Oval – Stand Slow Food/sala Fondazione e sarà presente il Presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Piero Sardo insieme a Giorgio Ferrero, assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte.

In rappresentanza del Vallo di Diano ci sono Carmine Lisa per l’associazione produttori della salsiccia e soppressata, Rosa Barbato per quella del fagiolo di Casalbuono insieme all’assessore comunale casalbuonese, Italo Bianculliorgoglioso – ha dichiarato Bianculli – di portare la bandiera di giovani, di imprese e amministrazioni del territorio che lavorano a testa bassa con unione di intenti per rafforzare e far diventare lo strumento dei Presidi Slow Food una grande opportunità per il comprensorio“.

Essere un Presidio slow food significa recuperare e salvaguardare un’arte antica, quella delle piccole produzioni di qualità custodite all’interno di un territorio – dichiara Vito Trotta, responsabile Regionale Presidi Slow Food Campania e Basilicata – attraverso un disciplinare di produzione rigido che garantisce ai consumatori un prodotto di filiera tracciato dalla produzione alla tavola.”

– Tania Tamburro – 


 

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