Nel Vallo di Diano, con oltre 120 casi certi e 14 decessi, stiamo vivendo una situazione paradossale“. Così Giuseppe Colucci, consigliere al Comune di Sala Consilina che si esprime in merito all’emergenza Coronavirus.

E’ difficile testare in tempo utile la condizione di positività, – afferma – nonostante l’impegno dei medici, paramedici, delle strutture sanitarie e delle forze dell’ordine impiegate, per cui il rischio del contagio è sempre presente e le persone contagiate non possono essere curate prima che si aggravino. Da un lato le ordinanze del Presidente della Regione Campania, con le quali Sala Consilina, Caggiano, Polla, Atena Lucana e Auletta sono stati dichiarati zona rossa in quarantena, hanno ridotto il rischio del contagio; dall’altro le ordinanze hanno comportato una esclusione sociale nonché economica di tali comuni, tanto che alcuni Sindaci di comuni limitrofi hanno vietato gli spostamenti dei propri cittadini anche per recarsi al lavoro, ed altri hanno vietato addirittura la consegna delle merci, anche se le ordinanze regionali hanno prodotto un effetto positivo, non hanno l’efficacia delle misure previste dalle leggi nazionali, che prevedono misure straordinarie a favore dei comuni rossi individuati dal D.P.C.M. dell’11 marzo 2020″.

Ci troviamo, secondo Colucci, ad affrontare una crisi senza precedenti, quasi una tempesta perfetta”, tra Coronavirus e Recessione. E ne affronta i punti cruciali:

  1. Emergenza sanitaria nel Vallo di Diano, che attualmente conta oltre 120 contagi, di cui 69 a Sala Consilina, 14 decessi, di cui 9 a Sala Consilina.
  2. Emergenza economica per le aziende, per molte di esse non vi saranno le condizioni per la continuità dell’attività.
  3. L’attuale recessione economica può divenire ancor peggio depressione, cioè la crisi diviene strutturale, dalla quale ci vorranno anni per uscirne.
  4. Emergenza economica per i Comuni, che dovranno affrontare la difficoltà nell’erogazione dei servizi con la carenza di risorse, determinata dal mancato incasso dei tributi locali.
  5. Difficoltà economiche per tanti cittadini, senza lavoro o che hanno perso il lavoro, in attesa della cassa integrazione oppure degli aiuti del Comune oppure dei familiari o amici.

Alla fine dell’emergenza sanitaria, – prosegue – speriamo presto, la ripresa economica sarà molto lenta e rischiamo di trovarci di fronte a problemi insormontabili: unico ospedale di Polla al collasso con grandi difficoltà a gestire la normale attività in tempo di pace e nessun altro presidio sanitario a supporto, anche in considerazione che l’emergenza sanitaria non finirà a breve; molte aziende non saranno in condizione di riaprire l’attività, per cui bisogna pensare alla ricostruzione più che alla ripresa economica; aumento della disoccupazione e dello stato di indigenza di molti cittadini”.

Fortunatamente assistiamo ad una gara di sostegno e donazioni da parte di aziende, cittadini, associazioni ed alle singole richieste di riapertura dell’ospedale di Sant’Arsenio da parte di associazioni, cittadini, del Sindaco di Sant’Arsenio, del Presidente del Parco – afferma ancora -. Tante richieste e iniziative isolate sono pregevoli, ma non hanno la forza di indurre la Regione ed il Governo a sentire le nostre ragioni. Per avere ascolto è necessaria la decisione unitaria di tutti i Sindaci del Vallo di Diano, massima espressione del governo locale, che non può essere disattesa dalla Regione e dal Governo”.

Secondo Colucci bisogna attivare un tavolo di crisi permanente, mediante riunioni in videoconferenza, con decisioni unanimi ed immediate, per far arrivare la voce unitaria del territorio al Presidente della Regione Campania ed al Presidente del Consiglio dei Ministri, in merito alla riapertura dell’ospedale di Sant’Arsenio, quale Centro-Covid19 e potenziamento dell’ospedale di Polla (“la riapertura dell’Ospedale di Sant’Arsenio, oltre a prevenire e curare tutti gli affetti da coronavirus, rimarrà una struttura aperta e funzionante sul territorio, che sarà necessaria anche dopo la fine dell’emergenza“), l’inserimento dei Comuni del Vallo di Diano in quarantena in apposito D.P.C.M. emanato dal Governo, con il quale vengano previste le stesse misure dei “Comuni rossi” del Nord, l’inclusione del Vallo di Diano nella Z.E.S. (Zona Economica Speciale), che prevede agevolazioni finanziarie, tributarie e semplificazioni amministrative per le aziende utili per la ripresa economica, l’accelerazione dell’utilizzo delle risorse destinate alla “APQ Strategia Nazionale delle Aree Interne Vallo di Diano”, che ha una dotazione finanziaria di 17.703.369 euro e può essere utilizzata anche per il necessario sostegno alle imprese, sia nella fase attuale sia nella fase successiva della ”ripresa”.

In questa fase ognuno deve fare la sua parte, – conclude – Enti Pubblici, Enti Privati, Aziende, Imprenditori, Professionisti, Associazioni, Organi di stampa ed informazione, Ordini professionali (in primis l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili al quale sono iscritto), con azioni mirate, ma soprattutto coordinate a raggiungere lo stesso obiettivo, cioè la salute di tutti. Può essere utile organizzare una videoconferenza del tavolo di crisi tra tutti i Sindaci. In tal modo i Sindaci potranno far pervenire alla Regione ed al Governo le istanze del territorio con la forza dell’unità, potranno infondere maggior serenità ai cittadini e, nello stesso tempo, potranno coinvolgere tutti, dando un segnale concreto di appartenenza alla tanto acclamata Città Vallo”.

– Chiara Di Miele –

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