Pubblicata dal quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” la classifica di “Ecosistema urbano“, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia il cui obiettivo è quello di organizzare i dati ambientali delle città con lo scopo di fornire un criterio di valutazione della sostenibilità ed un benchmarking delle prestazioni ambientali.

Ottima la prestazione per la città di Potenza che rispetto allo scorso anno fa segnare un miglioramento in classifica di 42 posizioni, fermandosi al 50esimo posto, con una performance complessiva che si attesta al 54,29%. Va peggio invece per la città di Salerno che dal 54esimo posto registrato nel 2018 scende alla posizione numero 75, perdendo 21 posizioni e con una performance complessiva al 45,96%.

Il rapporto raccoglie ogni anno informazioni su 125 parametri ambientali che poi vengono sintetizzati in alcuni indicatori di qualità ambientale riferibili a tre macro-classi: indicatori di pressione, indicatori di stato e indicatori di risposta. Il punteggio nella classifica finale, in centesimi, viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi ottenuti nei 18 indicatori conside­rati da Ecosistema Urbano e che coprono sei aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia.

A livello generale Ecosistema Urbano rileva un miglioramento dell’aria, almeno per quanto riguarda le concentrazioni di polveri sottili e il biossido di azoto, per le quali si distinguono in positivo diversi centri meridionali medio-piccoli. Si registrano anche una riduzione dei consumi idrici e risultati al rialzo per la raccolta differenziata, passata in un anno dal 50,4 al 54,3% di media.

Anche quest’anno, però, nonostante i buoni risultati di Oristano (9° posto) e Cosenza (14°), è il Sud a risultare più in sofferenza, occupando le ultime posizioni della classifica, anche senza considerare Siracusa e Vibo Valentia che restano “fuori” per insufficienza di dati forniti. Catania è la città che chiude la classifica, mentre Trento è quella che per la prima volta si posizione prima. Sul podio anche Mantova e Bolzano.

Antonella D’Alto

 

 

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