Lo scorso 14 agosto Ousmane Traorè è morto investito mentre tornava a casa alla fine di una settimana di lavoro nei campi. Oramai da un anno viveva e lavorava a Campolongo di Eboli. Il giovane di nazionalità africana è stato travolto da un’auto mentre si trovava in sella alla sua bicicletta.

L’associazione “Frontiera Sud” ha organizzato una raccolta fondi per i funerali e il ritorno in patria della salma di Ousmane.

Si è parlato di un incidente in bici – dichiarano gli associati – Di fatalità, come ne succedono tante a Campolongo, il ghetto agricolo della Piana del Sele. Come tante altre volte il silenzio e l’invisibilità si stavano portando via il corpo di un giovane venuto in Italia a cercare vita e futuro e trovatosi ad alimentare con le sue braccia la cosiddetta eccellenza agricola campana per 30 euro al giorno. Ousmane è morto invisibile. Ma grazie ai suoi compagni Maliani e all’associazione Manden la sua memoria sta continuando a vivere. Noi che a Campolongo lavoriamo e cerchiamo di far valere i diritti dei braccianti avremmo tante questioni da sollevare. Questioni che hanno a che fare con le politiche di quello spazio, con l’assenza delle istituzioni, con lo strapotere dei clientelismi e della criminalità organizzata. Ma abbiamo immaginato che il modo migliore per onorare la vita di Ousmane e per accendere una luce su Campolongo sia quello di chiedere il vostro aiuto. Riportiamo Ousmane in Mali, alla sua famiglia. Non permettiamo che anche la sua morte passi sotto silenzio“.

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