Avvocato Marianna Grimaldi

E’ un caso che mette in luce quanto sia necessario tutelare la genitorialità all’interno di un procedimento che conduce alla separazione di una coppia quello che vede come protagonisti un uomo e una donna del Vallo di Diano e, di riflesso, la loro piccola figlia.

Una separazione iniziata circa due anni fa, quando la bambina aveva solo un anno. Nonostante i provvedimenti emessi dal Tribunale di Lagonegro che disponevano che il padre potesse vedere la figlia un paio di giorni a settimana o un’intera giornata nel corso del weekend, la madre, che vive a Salerno con la piccola, da circa 7 mesi ostacola il rapporto tra i due. Dopo una serie di denunce e l’irremovibilità della donna, che ha permesso gli incontri esclusivamente in sua presenza, l’uomo si è rivolto allo Studio Legale Gassani di Salerno e, supportato dall’avvocato Marianna Grimaldi, ha presentato sia l’istanza di ammonimento alla madre che quella in base all’articolo 614 bis del Codice civile che ha fatto sì che alla donna venisse comminata una sanzione di 100 euro per ogni volta in cui non lascia vedere la bambina al papà.

La settimana scorsa – dichiara l’avvocato Grimaldi ad Ondanews – c’è stato il provvedimento atteso. Si tratta di una misura di coercizione indiretta e preventiva, uno strumento di difesa della bigenitorialità. La madre è stata condannata a pagare 100 euro ogni volta che non adempie all’obbligo di accompagnare la bambina dal padre e anche quando non gliela fa sentire a telefono. Purtroppo, infatti, a seguito del conflitto venutosi a creare, la madre ha tentato di recidere completamente il rapporto padre/figlia. E’ un provvedimento illuminato, non ce ne sono tanti se non da parte dei Tribunali di Roma, Firenze e Milano. Ha una funzione punitiva perchè è finalizzato ad evitare il protrarsi di queste violazioni dell’affidamento condiviso“.

Dal caso valdianese emerge con forza la figura di uno dei due genitori separati che, purtroppo, soccombe all’arbitrario volere iniziale dell’altro. Il più delle volte la casistica vede i padri doversi appellare al giudice per poter incontrare i figli. “Sarà un luogo comune – continua l’avvocato Grimaldi, segretario della sezione salernitana dell’Associazione Matrimonialisti Italiani – ma spesso sono i papà a soccombere, perchè i bambini, soprattutto quando sono piccoli, vengono collocati presso la mamma e capita che il padre abbia difficoltà a vederli. Soprattutto nella fase iniziale i bambini vengono strumentalizzati e, come in questo caso, c’è proprio la privazione della figura genitoriale. Per questo abbiamo insistito con questa istanza“.

– Chiara Di Miele –

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