
La Fondazione Angelo Vassallo Sindaco Pescatore, guidata dal Presidente Dario Vassallo, annuncia ufficialmente la propria costituzione di parte civile nel processo penale relativo all’abbattimento con esplosivo di un tratto di falesia a Marina di Camerota.
La falesia si trovava all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, riconosciuto patrimonio Unesco.
L’udienza è fissata per il prossimo 7 ottobre presso il Tribunale di Vallo della Lucania. Da più parti la vicenda fu commentata come una delle ferite più gravi inferte al patrimonio naturalistico e paesaggistico del Mezzogiorno. La Fondazione afferma che “secondo quanto emerso dagli atti, l’intervento sarebbe stato condotto in assenza delle prescritte autorizzazioni paesaggistiche e ambientali e con modalità tali da determinare un vero e proprio disastro ambientale, attraverso l’uso di ingenti quantitativi di esplosivo per demolire un costone roccioso di straordinario pregio”.
“Non si tratta solo di rocce o di una falesia – dichiara il Presidente Dario Vassallo – ma di un pezzo della nostra identità, della nostra storia e delle nostre radici culturali. Quella parete custodiva un patrimonio naturale e geologico che apparteneva a tutti e che è stato violato in maniera brutale. Per aver denunciato questa devastazione ho ricevuto minacce di morte, dirette e violente. Una in particolare recitava: ‘Ti facciamo saltare con il tritolo’. È evidente che il prezzo di chi difende il territorio è ancora altissimo, ma proprio per questo chiediamo che il Tribunale riconosca e accolga la nostra costituzione di parte civile: è un atto di giustizia e di tutela, non solo per noi, ma per l’intera comunità”.
La Fondazione evidenzia come il processo assuma un valore che va oltre il singolo episodio: non riguarda soltanto il danno paesaggistico o ambientale, ma tocca i principi stessi di legalità, trasparenza e responsabilità istituzionale. La costituzione di parte civile della Fondazione intende dare voce non soltanto alla comunità locale, ma a tutti coloro che vedono nella tutela dei beni comuni un pilastro della democrazia. “Questo processo – prosegue Vassallo – rappresenta un banco di prova importante: stabilirà se è ancora possibile affermare, con forza, che la legge vale per tutti, senza eccezioni e che nessun interesse particolare può prevalere sul bene collettivo”.
Dario Vassallo ribadisce la missione che guida ogni azione della Fondazione: “Con la nostra iniziativa intendiamo difendere la memoria di Angelo Vassallo, Sindaco Pescatore, che ha sacrificato la vita per gli stessi principi di legalità e giustizia che oggi ci ispirano. La Fondazione continuerà a presidiare, senza arretrare, il patrimonio naturalistico e culturale d’Italia, contro ogni abuso, contro ogni forma di intimidazione e contro ogni tentativo di insabbiamento. Dove altri hanno taciuto, noi continueremo a parlare, perché la verità e la giustizia non possono più attendere”.
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