Come annunciato lo scorso 3 marzo in occasione del 77° anniversario del più grave incidente ferroviario per numero di vittime accaduto in Italia, questa mattina il consigliere regionale Carlo Trerotola ha depositato al protocollo del Consiglio regionale di Basilicata il progetto di legge per istituire il 3 marzo il giorno della memoria in ricordo della sciagura ferroviaria di Balvano.

“Emblematicamente – ha dichiarato Trerotola subito dopo il deposito dell’atto – ho voluto formalmente presentare questo disegno di legge l’8 marzo per onorare il tributo di sangue versato da tantissime donne quella maledetta notte del 3 marzo 1944 ed anche perché oggi ricorre l’anniversario del primo DPCM emanato per contrastare il Covid che, per numero di vittime in Basilicata, succede solo al disastro del treno 8017 e precede quelle causate dal terribile terremoto del 23 novembre 1980 che colpì in maniera devastante proprio la comunità di Balvano, dove si registrò la morte di 77 persone, prevalentemente bambini ed adolescenti, a causa del crollo della Chiesa di Santa Maria Assunta”.

Ora mi auguro – ha concluso il consigliere regionale di Prospettive Lucane – che l’intero Consiglio regionale sostenga la mia proposta ed approvi celermente la legge che istituisce questa peculiare giornata della memoria in Basilicata”.

Il progetto di legge presentato da Trerotola si compone di due articoli. Con il primo la Regione Basilicata riconosce il giorno 3 marzo, data del più grave incidente ferroviario per numero di morti verificatasi in Italia, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare le vittime della sciagura ferroviaria accaduta a Balvano il 3 marzo 1944. Con il secondo, in occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzate cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare a Balvano e nelle scuole di ogni ordine e grado della regione, per alimentare e conservare nel futuro della Basilicata la memoria di quel tragico episodio che ha mietuto 517 vittime accertate e tante altre disperse, sconvolgendo il tessuto umano e sociale di numerose comunità del Mezzogiorno d’Italia.

– Chiara Di Miele –

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