Per mantenere accesi i riflettori sull’Afghanistan, definito il luogo peggiore in cui nascere donna, questo pomeriggio ad Aversa, alle 17:30, presso il locale Caritas in via San Nicola, la sezione della F.I.D.A.P.A. aversana, il club Lions Aversa Città Normanna e Soroptimist International d’Italia Club Aversa organizzano il convegno “Donne afghane: una storia di diritti negati”. A moderare i lavori Emilia Narciso ed interverranno il professore della LUISS “Guido Carli”, Domenico Pauciulo, il giornalista ed autore del libro “Di là dal fiume, il mio Afghanistan”, Lorenzo Peluso, e il presidente del Comitato “Se non ora quando-Vallo di Diano”, Rosa Maria Pepe.

Inoltre, attraverso la testimonianza del colonnello dell’Esercito italiano Comando NATO Sud Europa, Valentino De Simone, si avrà l’occasione per capire meglio il punto della situazione in terra afghana, a circa tre mesi dal ritorno al potere dei talebani. L’8 settembre i talebani hanno annunciato che avrebbero vietato alle donne lo sport in pubblico, che avrebbero potuto studiare in aule separate dagli uomini o divise da un sipario, che non avrebbero ricoperto cariche politiche significative, ma marginali, e che sarebbero state obbligate ad uscire velate.

Da questo annuncio la situazione odierna è ulteriormente peggiorata, perché ad istruirsi potranno essere solo le ragazze fino a 12 anni e sono giunte notizie allarmanti su omicidi di donne che continuavano a svolgere le attività sportive, oltre che bambine vendute per 500 dollari a causa della dilagante povertà diffusa. La scorsa settimana sono stati ritrovati quattro cadaveri di donne in una casa di Mazar-i-Sharif, nel nord dell’Afghanistan, tra questi anche quello dell’attivista per i diritti delle donne Frozan Safi.

In occasione del convegno odierno il Comitato “Se non ora quando-Vallo di Diano”, affiliato alla rete antiviolenza REAMA (Rete per l’Empowerment e l’Auto Mutuo Aiuto), nata dall’impegno della Fondazione Pangea Onlus per costruire una rete per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne e quella assistita e subita dai minori, porterà la testimonianza dell’impegno messo in campo dalla Fondazione in vent’anni di permanenza in Afghanistan. “Un impegno che continua anche oggi – dichiarano gli organizzatori – per rivendicare i diritti delle donne quali istruzione, lavoro e possibilità di manifestare in modo che non siano argomento di negoziazione e non retrocedano rispetto a quanto era stato conquistato in questo Paese. Tali richieste sono motivate da una sola ed unica esigenza ideale: ‘Non lasciamole sole e non lasciateci soli’. Ora più che mai – concludono – è necessario supportare le donne afghane per tentare di resistere all’assalto che i talebani stanno effettuando al cammino di normalizzazione in tema dei loro diritti. L’evento ad Aversa serve a fare risuonare questa istanza anche a distanza di migliaia di chilometri dall’Afghanistan”.

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