La Diocesi di Teggiano-Policastro, tramite la sua guida spirituale, Mons. Antonio De Luca, esprime sconcerto su quanto sta accadendo in queste ore in Afghanistan.

Sì, – riferisce ad Ondanews il Vescovo De Luca – le notizie che arrivano dall’Afghanistan ci sconcertano. Suscitano anche inquietanti interrogativi sul modello occidentale di esportare democrazia, valori legati alla solidarietà, al rispetto dei diritti di tutti. Venti anni di presenza delle forze di pace per consolidare strutture di governo, forze militari, istituzioni scolastiche. Tutto sembra essersi dileguato nel giro di pochi giorni. Ignoriamo le decisioni complesse e articolate, e non possiamo conoscerle, che hanno spinto al ritiro dei soldati della forza di pace“.

Un dramma nel dramma, rappresentato dalle continue persecuzioni e dai rastrellamenti messi in atto dai talebani che, secondo il Vescovo De Luca, non possono lasciare indifferenti le coscienze.

La storia passata e recente interpella quanti sono chiamati a dare un giudizio su quanto stanno vivendo quelle popolazioni – continua Mons. De Luca –  Il silenzio complice di chi deve denunciare le strumentalizzazioni delle religioni e attende invece in un immobilismo inerte. Spetta a noi, pertanto, ad ognuno di noi, il compito di rispondere con vigile attenzione a quelle forme di aiuto e di collaborazione peraltro già annunciato dal Presidente del Consorzio Sociale Vallo di Diano Tanagro Alburni, Vittorio Esposito, e da Marzia Manilia, membro del Cda del Consorzio”.

Un compito che spetta anche alla Chiesa, ovviamente. “Certamente – conclude il Vescovo De Luca – Come Chiesa siamo tra quelli che da tempo collaboriamo alla pratica dei corridoi umanitari per una emigrazione controllata e sicura. Oggi una crisi umanitaria si abbatte anche sull’Europa e forse è questo il momento per non biascicare solo buoni pensieri ma di organizzare insieme tra gli Stati una degnissima risposta umanitaria. Le parrocchie, le famiglie e i singoli cittadini reclamano sensibilità e presenza“.

Un commento

  1. Cono Silvio Giffoni says:

    La sensibilità di monsignor De Luca è evidente e centra in pieno il grave problema del popolo Afgano. Noi italiani, per quanto possiamo fare, essendo culturalmente diversi da essi, l’aiuto potrebbe arrivare da un centro d’accoglienza di smistamento per farli ritornare, poi, nella grande Asia. Monsignor sua eccellenza Antonio De Luca lo conosco bene; ci avrà già pensato e, attraverso la Caritas, sarà pronto a fare il possibile. Grazie, in fede Cono Silvio Giffoni.

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