Successo per il convegno “Il signore della malvagità. Viaggio nell’inferno sulla Terra”, incontro con l’autore. L’evento che si è svolto ieri, presso la Fondazione Mida1 a Pertosa e presso la Chiesa della Madonna di Pompei a Bivio di Palomonte, ha visto la presenza dell’esorcista e scrittore sardo, Don Gianni Sini, del Parroco di Pertosa Don Pasquale Lisa, del Parroco di Palomonte Don Angelomaria Adesso e dell’angelologo salernitano, Don Marcello Stanzione.

In Italia ogni anno si rivolgono all’esorcista circa 500mila persone, credenti e non, per essere liberati dal maligno. Secondo l’esorcista sardo Don Gianni Sini, i casi di vera possessione si attestano intorno al 2%, altri invece, sono classificabili come disturbi diabolici.

“Se tutte le epoche storiche hanno additato e dipinto il demonio come la sorgente di ogni male, occorre prendere atto di questo dato che altro non è che l’esperienza e la sapienza accumulata da nostri predecessori – spiega Don Sini – È proprio la inesplicabile dismisura di atrocità, perversioni, infamie di questo mondo che spinge ad evocare una presenza demoniaca, una potenza negativa, un signore delle tenebre”. L’arte di nuocere l’altro, distruggerlo e creare scompiglio, è questo dunque, l’obiettivo principale del demonio. Come difenderci?

“L’unica arma che abbiamo è la preghiera di liberazione, il rosario, le benedizioni, in alcuni casi però, è necessario l’esorcismo. L’esorcismo è una preghiera accompagnata dall’aspersione dell’acqua benedetta, dall’ostensione del crocefisso, dall’imposizione delle mani sul capo, che può pronunciare esclusivamente un sacerdote autorizzato dal vescovo e che impone al demone in nome di Cristo di lasciare la persona posseduta”. Secondo l’esorcista infatti, mentre in passato il diavolo agiva in soggetti con una fede debole, intrisa di magia e superstizione, oggi viaggia soprattutto su internet, sui social network e i suoi adepti possono scegliere i luoghi di incontro, con indirizzi precisi e il materiale da scaricare o per svolgere una messa nera o una seduta spiritica.

Ma quali sono i segni che ci inducono a pensare ad un caso di possessione? Secondo don Sini, che collabora anche con medici e psichiatri: “Vanno ritenuti segni di possessione diabolica parlare correntemente lingue sconosciute o capire chi le parla; rivelare cose occulte e lontane; manifestare forze superiori all’età o alla condizione fisica. Occorre perciò fare attenzione anche ad altri segni, soprattutto di ordine morale e spirituale: una forte avversione a Dio, alla Santissima persona di Gesù, alla Beata Vergine Maria, ai santi, alla Chiesa, alla Parola di Dio, alle realtà sacre, soprattutto ai sacramenti, alle immagini sacre”.

– Mariateresa Conte –


 

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