È sempre più grave la crisi politica ed istituzionale che vive da tempo il Venezuela, ormai sull’orlo di una guerra civile.

Solo qualche giorno fa, il presidente Nicolas Maduro ha festeggiato la vittoria del suo Partito socialista unito del Venezuela (Psuv) nella stragrande maggioranza dei comuni alle elezioni municipali. Consistente l’assenza dell’opposizione che ha boicottato il voto per mancanza di garanzie elettorali.

Poche le notizie che giungono nel resto del mondo, a causa del clima di repressione e violenza.

Ondanews ha raccolto la testimonianza di Francesco Germino, giovane originario di Montesano sulla Marcellana che vive in Venezuela. Francesco, con la sua famiglia, ha abbandonato la sua terra per scappare, come racconta, a Jacksonville, in Florida.

“C’è una cattiva gestione amministrativa – racconta – fatta di corruzione e le risorse destinate ai servizi di base sono allo stremo. Al momento non esistono risorse per sostenere la popolazione e il reddito minimo a malapena riesce a garantire un pasto al giorno alle persone. I servizi sanitari sono in pieno deterioramento e, per questo motivo, il Venezuela oggi fa i conti con malattie come la malaria. Non esiste alcuna produzione di medicinali e il sistema di governo ha impedito l’ingresso di aiuti umanitari da qualsiasi paese amichevole. Le persone che si ammalano, muoiono per mancanza di farmaci. La cosa grave è che si muore anche con una semplice influenza laddove si trovino persone già debilitate per la mancanza di cibo. Siamo letteralmente scappati da Caracas”.

Una situazione difficile, quella raccontata da Francesco, con persone che pur di trovare una via di uscita, scappano, lasciando pezzi di vita e affetti. Parte della famiglia di Francesco, tra cui una sorella, sono oggi nel Vallo di Diano per cercare scampo e offrire un futuro ai propri figli.

“Il tasso di natalità è diminuito – continua Francesco – mentre il tasso di mortalità è aumentato. I bambini muoiono poco dopo la nascita per mancanza di controllo medico. Quei pochi che riescono a sopravvivere, capita spesso di vederli tra i rifiuti elemosinare qualche avanzo. Ad oggi, sono rimasti pochi giovani che continuano a fare opposizione e che sperano in un futuro migliore”.

– Claudia Monaco –

5 Commenti

  1. Vado tutto gli anni in Venezuela x un mese a febbraio ed anche nel 2018 saro’ lì.
    Ho visto il bolivares passare da un controvalore di 14 a 1 verso l’euro e in pochi anni5-6 arrivare a 140.000. Un”inflazione allucinante che sta mettendo alla fame il 90 x cento della popolazione a discapito del 10 x cento che si annovera’ tra Maduro e i suoi governatori,tra cui alcuni nelle black list Americane e Europee. Io vado x stare vicino a parte della mia famiglia e ai tanti amici ItaloVenezuelani che ho sul posto,ma non vedo una soluzione al problema del Venezuela.La democrazia potra’ tornare solo dopo un’intervento “pesante” degli stati esteri purtroppo e questo costera’ molto caro….

  2. Pietro Santoro says:

    Scappato via un mese fa,impossibile affrontare l’iperinflazione e l’aumento della criminalitá che ogni giorno é piu impune. Il 2018 sará un anno dalle consecuenze senza precedenti nella vita del popolo venezolano dove la fame fará strage nella fasci sociale de meno abbienti. Nel 2016 il regime dittatoriale ha sopportato manifestazioni che ha potuto controllare ma nel ’18 soffia aria da guerra civile.

  3. quello che non capisco e’ come mai i militari che inVenezuela hanno sempre fatto il bello e il cattivo tempo adesso stanno quieti senza muovere un dito. Ho vissuto in Venezuela per circa 20 anni e sono stato testimone di diversi “golpes” (colpi di Stato) che, spiace dirlo, hanno rimesso a posto le cose. Spiace anche dover constatare che un Paese straricco di risorse naturali come petrolio, oro, diamanti, ferro e legname sia ridotto quasi alla fame. Purtroppo la strombazzata Democracia” e’ fuori dalla loro portata e la carenza del materiale umano all’altezza di risollevare le sorti del Paese e’ cogente.

  4. Sono al corrente di tutto. Mia madre vive a Isola Margarita e non so come faccia. Io riesco a spedire delle medicine che miracolosamente arrivano con FedEx piuttosto che upS…..sono preoccupatissima!!! Devo ammettere che è la prima volta che sento dire le stesse cose che mi riferisce mia madre , è incredibile quanto si possa negare l evidenza e lasciare morire la propria gente.

  5. È vero ,io sono tornata da 20 GG.,vado spesso a isola margherita(dove comunque si vive meglio che in terra ferma )e in tre mesi ho visto passare il Bolivar da 14000 a 100000. Un cartone da 30uova passare da 50 a140 Bolivar .come si può pensare che con uno stipendio di 450 mensuali una famiglia possa vivere. Il popolo è rassegnato e tutti cercano di sopravvivere con ogni tipo di espediente .l’ignoranza in cui viene tenuto ,facilita il governo. Si si muore di fame e malattie!! Manca l,acqua e le persone e bambini hanno parassiti intesinali che li uccidono.Manca da un mese pollo e carne rossa e ora i costi sono x loro inavvicinabili .Noi aiutiamo una associazione che garantisce1pasto al GG x i bambini ,ma non è sufficente.Portiamo delle medicine ,ma non per curare tutti.Come fa Maduro a negare questo?,come fanno gli altri stati a non voler vedere ? Purtroppo la dura realtà è che il Venezuela (paese stupendo) ha tante risorse nel sottosuolo e fa gola a molti .I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più disperati. Io e la mia famiglia cerchiamo di dare una mano ,ma siamo una goccia nel mare.Dove sono e cosa fanno ONU,FAO ecc? Basta andare da turista x vedere la realtà. Il Venezuela è un paese stupendo, sole ,natura,gente allegra,buon cibo,pesce .Un paradiso x i turisti come 20anni fa se….Anche qui esiste la FAME

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