Questa mattina si è svolto un confronto da remoto tra il Prefetto di Salerno, Francesco Russo, e i segretari generali di CGIL, Arturo Sessa, di CISL, Gerardo Ceres, e di UIL, Gerardo Pirone.

L’incontro ha avuto come oggetto le previsioni di crisi occupazionale che si determinerebbe a conclusione degli effetti del Decreto che vieta i licenziamenti nelle realtà aziendali interessate dalle difficoltà economiche e di mercato causate dall’emergenza sanitaria. Il 31 marzo 2021, infatti, alla scadenza del Decreto, si teme un’ondata travolgente di licenziamenti tale da far prefigurare un dramma sociale mai conosciuto finora.

Abbiamo manifestato al Prefetto questa realistica, drammatica possibilità – afferma Gerardo Cereschiedendo allo stesso tempo alle associazioni imprenditoriali uno sforzo per impegnare le aziende ad una verifica organizzativa interna, finalizzata alla valorizzazione delle professionalità interne alle stesse, anche attraverso una formazione durante questo periodo di cassa integrazione, per meglio adeguare l’organizzazione interna e meglio fronteggiare la competizione del mercato nei singoli settori”.

Tra i settori a maggiore rischio ci sono quello del turismo e della ricettività, quello del commercio, oltre che i settori con la presenza di multinazionali, interessate soprattutto ad una gestione finanziaria speculativa e non industriale dell’impresa. Per Gerardo Ceres, per meglio fronteggiare la crisi, occorre dare slancio agli investimenti pubblici, quelli della programmazione europea ordinaria dei Fondi di coesione e quelli tanto decantati del Recovery Plan, i cui paventati ritardi sono elemento di preoccupazione. Massicci investimenti capaci di essere moltiplicatori occupazionali, capaci di tirare la domanda più complessiva dell’economia.

La Cisl di Salerno continua ad apprezzare il lavoro del Prefetto di Salerno, sensibile ad ascoltare le istanze della società civile e delle rappresentanze sociali, metodo utile per meglio fronteggiare le dinamiche più complesse dell’attuale fase sociale ed economica.

– Paola Federico –

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