Il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Basilicata,Vincenzo Giuliano, in una nota inviata al Presidente della Giunta regionale e agli assessori alle Politiche della persona e alle Politiche di sviluppo, lavoro, formazione e ricerca, ha chiesto di valutare l’opportunità di predisporre un piano che preveda per i bambini forme di verifica dell’infezione da Covid-19 alternative al tampone.

L’imminente riapertura dell’anno scolastico – ha scritto Giuliano – pone il problema, da un lato, del rientro a scuola in sicurezza e, dall’altro, di prevedere per i bambini test il meno invasivi possibile. In base ai protocolli sanitari adottati i bambini non potranno andare a scuola se la temperatura corporea supererà i 37,5 gradi. Dopo tre giorni di assenza verranno riammessi in classe solo dietro certificato del pediatra che compilerà l’autorizzazione dopo l’effettuazione del tampone. Ma un po’ di raffreddore o qualche linea di febbre su un bambino piccolo possono essere considerati sintomi del Coronavirus?”.

Un bambino in età da nido o all’asilo – ha aggiunto – in un anno scolastico può prendere un raffreddore a settimana, oltre a varie influenze intestinali, faringiti, febbre da denti, ecc. Ciò significherebbe sottoporre i bambini ad analisi invasive per un raffreddore o qualche colpo di tosse. In Lombardia nella prima settimana di lezione, la positività accertata è stata del 6 per 1000, con sottoposizione ad esame di quei casi con sintomi poco rilevanti anche se compatibili con la malattia da Covid-19. Sarebbe opportuno un piano regionale che prevedesse altre modalità di verifica della positività di Covid-19 per queste fasce di età in alternativa al test rinofaringeo. La Regione Lazio è intenzionata, ad esempio, a sostituire i tamponi con i test salivari, più rapidi e meno invasivi e traumatici per i bambini”.

In un’altra regione, l’Abruzzo – ha concluso il Garante – è stato sottoscritto un protocollo d’intesa che prevede la ricerca del Covid-19 attraverso l’esame delle feci. Tale metodologia risulterebbe utile anche in termini di prevenzione in quanto dalle analisi effettuate sono emersi risultati di tampone e plasma negativo e feci positive”.

– Chiara Di Miele –

 

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