Ci hanno buttati nel baratro, senza pietà e senza nessuna considerazione dei nostri enormi sacrifici fatti in questi mesi”. Il maestro Pietro Amendola, titolare della New Kodokan di San Pietro al Tanagro, una palestra che ha formato e forma centinaia di atleti oltre che del Vallo di Diano, anche delle zone limitrofe, è un fiume in piena e non le manda certamente a dire.

La scure del Governo, oltre che sulle pizzerie, pasticcerie, sui ristoranti, bar e pub si è violentemente abbattuta anche sulle palestre che, da questa mattina, sono state costrette a chiudere le saracinesche.

Volevano un capro espiatorio per nascondere la loro incapacità nel governare e nel gestire l’emergenza ed hanno individuato in noi il male assoluto – continua Pietro Amendola – Con noi si sono comportati da disonesti, in quanto hanno giustamente preteso, dopo la prima fase della pandemia, di metterci completamente in regola sul piano sanitario e noi lo abbiamo fatto. Io personalmente ho speso 20.000 euro per attrezzare la mia palestra e renderla sicura al cento per cento sul piano sanitario, ed ora? Ci eravamo appena rimessi in piedi, la gente stava ritornando a frequentare le palestre perché le consideravano un luogo sicuro ed ora ci tagliano inesorabilmente le gambe e, soprattutto, ci tagliano letteralmente i viveri. Chiudere le palestre, nonostante nessuna palestra sia stata sanzionata per non aver rispettato le regole sanitarie imposte dal Governo, non è assolutamente giusto. Perché nessuno è venuto nella mia palestra a verificare lo stato di fatto della mia struttura? Se nel corso del controllo avessero riscontrato anche la più piccola anomalia, avrebbero fatto bene a chiudermi, ma perché io ed i tanti miei colleghi dobbiamo pagare senza aver commesso nessuna colpa? Perché dobbiamo pagare, nonostante abbiamo rispettato protocolli, direttive, indicazioni e leggi?”.

Oltre che rabbia, dalle parole di Amendola traspare anche preoccupazione mista a paura. “Siamo in tantissimi a vivere questa paura – continua – Ci siamo indebitati fino al collo con la prospettiva di lavorare e continuare a pagare gli stipendi ai nostri collaboratori e a dare da mangiare ai nostri figli. Invece se ne sono fregati e pensano di accontentarci con la promessa di elemosine. No, non va bene e chissà quanti di noi avranno la forza di riaprire fra un mese. Lo sport non è un’attività superflua. Lo sport, oltre che un diritto, è investimento sulla salute dei giovani ed anche un’attività dietro la quale ci sono famiglie che hanno investito e che ora si trovano letteralmente in mezzo alla strada”.

Per il momento, la Palestra New Kodokan di San Pietro al Tanagro è stata autorizzata a consentire soltanto agli atleti di “interesse nazionale” a svolgere le attività di allenamento.

– redazione –

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