Nadia Parlante, scrittrice di origini cilentane, pubblica un altro suo lavoro. Si tratta del testo dal titolo “Corte borbonica e ‘Real Caccia’ di Persano – Rituali, cerimoniali, funzioni, vita quotidiana” edito da Il Saggio, incentrato appunto sul sito della Real Caccia di Persano. Un testo nato dopo anni di studio e lavoro, interessante e minuzioso nella narrazione dei particolari momenti storici di cui tratta.

Abbiamo intervistato l’autrice per saperne di più.

  • Di cosa tratta il suo nuovo lavoro e quanti anni di ricerche ci sono dietro?

“Il volume è il frutto di oltre dieci anni di ricerche effettuate negli archivi piemontesi e campani. Ha per oggetto la ‘Real Caccia di Persano’, uno dei siti di caccia più vasti e amati da Carlo III e Ferdinando IV di Borbone. Si tratta di un luogo dalla storia antichissima e molto affascinante ma ancora poco studiato nella sua globalità, se si eccettuano gli studi architettonici dell’Alisio risalenti agli anni Settanta. L’intento è stato quello di ricostruire le vicende del sito nei suoi molteplici aspetti storici, culturali, artistici, territoriali, economici e non ultimi, simbolici e rituali, tentando di restituirne un quadro circostanziato, seppur non conclusivo, fondato sulla documentazione d’archivio e le testimonianze dirette dei protagonisti”.

  • Cosa ha scoperto che ancora non si conosceva riguardo ai Borbone?

“Per molto tempo la storiografia ufficiale ha sottovalutato il periodo borbonico e preunitario meridionale, relegando anche i siti reali nell’ambito di una ‘storia minore’, ritenuta scarsamente influente nelle successive vicissitudini politiche ed economiche italiane. In realtà le vicende collegate ai siti reali borbonici e in particolare alla Real Caccia di Persano si sono intrecciate indissolubilmente alla storia delle corti europee dei secoli XVIII e XIX. Come gli studi confermano, questo palazzo immerso in un bosco lussureggiante a due passi dai templi di Paestum, non era solo una ‘delizia’ dedicata alla passione venatoria del re, ma anche una corte decentrata e funzionante a tutti gli effetti, oltre che un luogo di sperimentazione sociale, agricola ed equina di cui l’allevamento del cavallo ‘Persano’ rappresenta un riuscitissimo esempio”.

  • A quale dei suoi libri si sente più intimamente legata?

“Sono legata ai miei libri allo stesso modo e non saprei sceglierne uno in particolare. Nonostante le differenze tipologiche e stilistiche, essi hanno origine dalla stessa voglia di condividere e divulgare il sapere ma soprattutto dall’aspirazione di valorizzare e far conoscere la storia nascosta di un luogo e degli uomini che ne hanno fatto parte, restituendola al patrimonio collettivo cui appartiene di diritto”.

– Chiara Di Miele –

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