Provvedimenti urgenti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. A chiederli è Donato Salvato, segretario generale della Uil Fpl Salerno, alla luce delle ultime disposizioni emanate ieri sera dal Governo ed in vigore da quest’oggi. “Con alto senso di responsabilità e consapevoli delle carenti risorse economiche in cui versano non pochi Enti della nostra provincia, rivendica con immediatezza, qualora non già adottati, adeguati interventi atti a tutelare i dipendenti dei Comuni, cui è dato assicurare la funzionalità dei servizi alla comunità amministrata”, ha detto Salvato nella nota inviata a sindaci, Presidente della Provincia, segretari comunali, responsabili di Area, sindacalisti ed enti del territorio salernitano.

In molte sedi, strutture e infrastrutture dove le attività lavorative sono organizzate per unità operative, uffici di front line, automezzi di servizio, luoghi d’interazione con possibili soggetti contagiati, tra cui locali pubblici soggetti a ispezioni, ospedali, controlli del territorio, attività di polizia giudiziaria connessa a sinistri stradali o di soccorso – continua – . Ancora mancano dispositivi di protezione individuale, igienizzanti, disinfettanti e direttive di massima che, nella misura pur obbligatoriamente dovuta, schermino dal contagio e dalle responsabilità anche penali i dipendenti tutti e, in particolare, coloro i quali come la Polizia municipale, Protezione civile, servizi sociali, servizi anagrafici, servizi cimiteriali, servizi notifiche e addetti al front office in genere che operano in prima linea­. Volendo considerare le misure di prevenzione minimali previste, come ad esempio la distanza minima ovviante al contagio è di un metro, come possono impiegarsi più dipendenti della Polizia municipale, su un solo autoveicolo, così come per i servizi che richiedono impiego di più dipendenti in spazi e uffici ristretti? Se vi è obbligo di indossare mascherine e guanti per le prestazioni e accesso nei luoghi ad alto rischio contagio, quali uffici assistenza, ospedali, pubblici esercizi ove il personale della Polizia municipale ha obbligo di accedervi tutti i giorni per le su esposte mansioni, il messo notificatore per le notifiche domiciliari, come si può pensare di mandare detti dipendenti sforniti di dispositivi di protezione individuale, o ancora in difetto di ricambi sistematici/periodici dei medesimi?”.

Per il segretario Salvato, dunque, occorre una riorganizzazione del lavoro e dell’impiego di tutti i dipendenti massimamente esposti al contagio. “Bisogna partire dall’organizzazione di preordinati servizi che implichino, – spiega – oltre la dotazione dei dispositivi di protezione individuale e, nei limiti del possibile, l’impiego degli stessi dipendenti nei luoghi conosciuti per essere a rischio, oppure in pattuglia, onde evitare eventuali diffusione del contagio. Serve l’attivazione dell’impiego agile del telelavoro, dalla creazione di App per verifiche e appuntamenti, volti a evitare afflussi incontrollabili di utenza, attestazione di presenza in servizio, evitando badge collettivi, installazione Skype per video confronti /conferenze di servizi, centri informativi, come accade per esempio in una centrale operativa di Polizia municipale o di Protezione civile, che interagiscano con i Pronto soccorsi di tutti gli ospedali e cittadini. Il tutto volto a evitare la maggiore esposizione al contagio. Ci si aspetta soprattutto da chi è deputato, per legge, alla tutela dei lavoratori, iniziative coordinate che stessero al passo con le esigenze del momento, ma ciò, nella stragrande maggioranza dei casi, non si è riscontrato, con grave carico di rischi e responsabilità su tutti i dipendenti”.

La Uil Fpl provinciale chiede l’immediata, in quanto non più procrastinabile, fornitura per tutti i dipendenti delle mascherine, di igienizzanti e disinfettanti, oltre che di precise direttive che razionalizzino l’impiego dei dipendenti, l’interazione tra loro e con l’utenza. Infine, anche di attuare una adeguata organizzazione del lavoro e di tutte le forme d’impiego, contrattualmente previste e consentite, volte a evitare il possibile contagio dei dipendenti ovvero l’espandersi della ormai qualificabile pandemia.

– Chiara Di Miele –

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