Coronavirus, misure a sostegno delle famiglie e delle imprese con meno di 10 dipendenti e buoni-affitto. Ne abbiamo parlato con Gianluca Timpone, docente di Politica Economica presso l’Università di Roma e consulente RAI.

  • Prof. Timpone, sono previste agevolazioni particolari per aziende con meno di 10 dipendenti?

In vista del decreto-aprile, che a questo punto dovrebbe slittare a maggio, è possibile anticipare alcune misure che dovrebbero accompagnare il nuovo corpus normativo. Dopo i prestiti con garanzia statale che dovranno essere restituiti nell’arco dei 6 anni, sono in arrivo i contributi a fondo perduto a favore delle aziende con meno di 10 dipendenti. Secondo le ultime indiscrezioni si parla di un importo una tantum di 5mila euro.

  • Agevolazioni, queste, che vanno a sommarsi ai buoni-affitto?

Sul fronte riferito ai contratti di locazione per il settore commercio che svolgono l’attività all’interno di locali catastalmente identificati come C/1 è previsto un credito d’imposta pari al 60% del canone effettivamente pagato per il mese di marzo; questo significa che in caso di pagamento il credito così come ottenuto potrà essere utilizzato in compensazione per pagare imposte e tasse future visto che ad oggi sono sospesi tutti i pagamenti almeno fino al 31 maggio. In alcune Regioni a sostegno delle famiglie sono stati pubblicati dei bandi che prevedono i cosiddetti buoni affitto che consistono in contributi in danaro fino al 40% del canone pagato, in Campania consistenti in un contributo pari al 50% del canone effettivamente pagato. Per meglio comprendere la portata dell’intervento, su un canone di affitto mensile di 500 euro a ciascun nucleo familiare verrà riconosciuto un contributo di 250 euro da parte della Regione Campania.

  • Prof. Timpone, intanto c’è ancora molta gente che, pur avendone fatta richiesta, non ha ottenuto il bonus dei 600 euro. Le persone, invece, che lo hanno ottenuto cosa dovranno fare per vederselo rinnovato?

Sul fronte relativo al bonus di 600 euro ad oggi, su 4 milioni e 400 mila domande presentate, l’Inps ha provveduto a liquidarne 3 milioni e 500 mila. Chi ancora non ha ricevuto nulla, potrà verificare lo stato della propria richiesta entrando con le stesse modalità utilizzate per la trasmissione della domanda sul sito dell’INPS, sezione bonus 600 euro, e qualora l’importo a cui si ha diritto risulti essere ancora sul conto INPS per errata indicazione del proprio IBAN (questo è l’errore più ricorrente) dovrà essere apportata una correzione per ricevere nel giro di poco tempo l’accredito. Dunque bisogna solo armarsi di un po’ di pazienza perché i soldi arriveranno a tutti ed infondate risultano essere le notizie circolate riguardanti l’esaurimento delle risorse stanziate. Nei prossimi giorni si dovrebbe conoscere anche la proroga del bonus che da 600 euro dovrebbe passare ad 800 euro che per gli aventi diritto dovrebbe avvenire in automatico, fermo restando però che l’ulteriore accredito avverrà senza alcun “clik day” ed affollamento telematico al portale INPS come accaduto per il mese di marzo. Unica e rilevante novità, oltre all’importo che aumenta, sarà l’inserimento di un limite reddituale come già accaduto per i lavoratori autonomi iscritti ad una propria cassa previdenziale professionale, e dunque chi avrà dichiarato redditi superiore a 35mila euro dovrebbe rimanere escluso dal nuovo provvedimento.

– Rocco Colombo –

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