Come ogni settimana il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, anche oggi pomeriggio ha fatto il punto della situazione sul contagio da Coronavirus e sulle misure adottate. Il Piano economico-sociale messo in atto dalla Regione, che domani mattina verrà presentato, è stato al centro della diretta Fb e avrà risorse finanziarie per almeno 500 milioni di euro.

Prevede interventi sulle politiche sociali, – ha spiegato De Luca – aiuto alle fasce deboli e dove abbiamo insediamenti di immigrati, a tutela delle donne e per i settori economici un programma di sostegno al turismo, alle aziende che hanno subito perdite pesanti, attività autonome, commerciali, artigianali, agricole e della pesca, ai professionisti, un sostegno alla casa e ai fitti, misure per il credito agevolato alle imprese. Una manovra imponente“. De Luca ha messo l’accento sullo sforzo di individuare procedure rapide e dirette per realizzare tutte le misure.

Poi un occhio all’epidemia. 221 nuovi contagi ieri, 2677 persone complessivamente positive, sono stati raddoppiati i tamponi giungendo quasi a 20mila. “Abbiamo visto che sta rallentando al Nord, – spiega – ma crescono i contagi al Sud. In Campania abbiamo registrato la presenza tra i contagiati di soggetti più giovani rispetto alla media nazionale, dovuto anche ai rientri dal Nord”. Un cenno anche alle polemiche in merito alle passeggiate con i minori e al rigore della Campania:”Se non stringiamo i denti per altri dieci giorni rischiamo di dover chiudere i bambini a casa a giugno e luglio“.

Se non avessimo avuto le due Zone Rosse in quarantena, quella di Sala Consilina e Ariano Irpino, – ha affermato De Luca – oltre che alcuni risultati particolarmente pesanti nelle residenze private per anziani, oggi saremmo molto al di sotto dei dati che abbiamo, che nonostante tutto sono in media con le previsioni che ci dava il nostro algoritmo una settimana fa“. Secondo le valutazioni degli esperti il virus in questi giorni in Campania avrebbe perso aggressività e quindi comportato meno ricoveri in Terapia Intensiva.

Lo Stato aveva un impegno ed era quello di garantire un flusso programmato nel trasferimento di forniture ai territorio – ha proseguito – ma tutte le forniture che dovevano arrivare dalla Consip sono saltate e ancora oggi dobbiamo fare la guerra per avere un carico di mascherine o i ventilatori polmonari”.

Contiamo di avere il picco e l’inizio della curva discendente per fine aprile, inizio maggio – ha detto ancora De Luca – ma in questi giorni abbiamo registrato intollerabili rilassamenti e ho dovuto chiedere altre 300 unità delle forze armate, soprattutto nell’area metropolitana“.

Secondo De Luca è cambiata la gerarchia dei valori, “conta di meno la corsa ossessiva ai soldi e al successo e cominciamo ad apprezzare di più le cose semplici e forse impariamo ad essere un popolo maturo quando valutiamo la politica, che in Italia ha ragionato a brevissimo. Ci siamo fatti trascinare da una promessa, ma adesso capiamo che la politica seria ha bisogno di tempi lunghi, di programmazione, non delle fesserie. Per fare le cose importanti occorrono tempi, risorse, investimenti“.

L’appello di De Luca, in vista del periodo pasquale, è che non ci siano assembramenti per motivi religiosi:”Abbiamo avuto l’inquinamento di un’intera zona, nel Vallo di Diano, per due cerimonie religiose fatte 25 giorni fa a Sala Consilina e Atena Lucana. Vi prego di avere il massimo rispetto per le ordinanze fatte. La priorità è evitare assembramenti che determinino nuovi focolai di malattie“.

– Chiara Di Miele –

 

 

 

Un commento

  1. Erminio Ottone says:

    Direi che senza i contagi di Napoli e provincia che contano il 60 per cento dei contagi in Campania , a questo punto staremmo meglio.

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