E’ necessario subordinare l’uscita dal lockdown all’adozione di test sierologici a tappeto, che sono poco costosi, attendibili, di facile reperimento sul mercato e soprattutto consentono di ipotizzare la percentuale di popolazione contagiata dal virus, un dato fondamentale per gestire in sicurezza la cosiddetta fase 2 della ripartenza“. E’ quanto dichiara, in una nota, il consigliere della Regione Basilicata di Fratelli d’Italia, Giovanni Vizziello.

I test sierologici evidenziano la presenza o meno di anticorpi e quindi ci dicono se un soggetto ha contratto il virus oppure no – precisa Vizziello –, consentendoci, quindi, di entrare in possesso di informazioni importantissime, perché se, ad esempio, una regione fa registrare una percentuale di contagi del 50% e in un’altra regione la percentuale dei contagi è del 10%, la prima regione è più pronta ad uscire dall’epidemia rispetto alla seconda, atteso che chi ha contratto il virus dopo un determinato lasso di tempo non infetta gli altri e difficilmente può essere reinfettato“.

I test sierologici possano essere effettuati in numero decisamente maggiore rispetto ai tamponi, grazie all’apporto delle strutture specialistiche ambulatoriali private, e danno il risultato del test in poche ore.

I dati di questi giorni sull’andamento favorevole della diffusione dei nuovi contagi da Coronavirus, sul numero progressivo dei guariti e sulla diminuzione dell’incremento sia dei ricoveri sia nei reparti ospedalieri sia nelle terapie intensive fanno nascere la speranza di una situazione complessiva meno grave e pongono le premesse perché si possa ritornare a svolgere normali condizioni di vita. Ma – sottolinea Vizziello – il superamento delle attuali misure collettive di restrizione e di distanziamento sociale non potrà mai avvenire senza l’adozione di efficaci strumenti di controllo della trasmissione del virus“.

Occorre – conclude Vizziello – mantenere alti i livelli di guardia soprattutto al centro sud. Sarebbe quindi sbagliato seguire quanti caldeggiano una ripresa più rapida del meridione, meno colpito dalla pandemia. Da un punto epidemiologico, infatti, le maglie della ripresa lavorativa potranno essere più larghe al Nord, dove il virus si è diffuso maggiormente, sviluppando così una più alta immunità cosiddetta ‘di gregge’“.

– Paola Federico –

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